Il Tirreno

Giuseppe Garibaldi a Cecina ha perso... la testa

Rino Bucci

La statua da tempo è divisa in due: il busto a Palazzi, il basamento alla Ladronaia

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 CECINA. Il monumento di Garibaldi ha perso la testa. Dovrebbe essere il simbolo del Risorgimento, tirato a lucido per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia e salutato da tutte le bandiere che sventolano in città da qualche settimana, invece non se la passa tanto bene: la statua che celebra l'eroe risorgimentale è divisa in due. E da tempo.  A riportare alla luce la triste sorte del monumento cittadino è lo storico locale Ilio Nencini. «La nostra città - spiega lo studioso - fu la prima insieme a Campiglia a dedicare un'opera in marmo a Giuseppe Garibaldi. La statua fu inaugurata il 9 agosto 1885, insieme a quella di Vittorio Emanuele II. Si trovava nel giardino pubblico tra il palazzo comunale e la stazione ferroviaria. Il busto fu opera dello scultore Papini di Roma, mentre il basamento fu progettato dall'ingegnere comunale Attilio Bandiera». Sui quattro lati vennero impresse con lettere di metallo le date e le località delle battaglie vinte dall'Eroe dei due mondi. Passano gli anni e il monumento, dopo essere scampato ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, viene trasferito nel giardino delle scuole elementari Guerrazzi. E' lì che i cecinesi lo addobbano a festa durante le celebrazioni del centenario dell'Unità. Dopo 50 anni, arriva un altro anniversario: il 150esimo. Ma la statua dov'è? «Il busto si trova collocato con le spalle rivolte alla piazza dei Mille a Palazzi - racconta Nencini - mentre il basamento originale è alla Ladronaia in piazza Ivan Iori, offeso dall'estrazione delle testimonianze che rievocavano le imprese compiute da Garibaldi per l'Unità d'Italia. L'auspicio sarebbe che per questo compleanno speciale della nostra nazione l'opera venga ricomposta».

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