Sicurezza
Uccise il meccanico col bus, assolto
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Giampaolo Poletto e il bus rubato all’Atl con il quale provocò la morte di Enrico RaffaelliRubò il pullman e provocò l'incidente: incapace di intendere, farà 2 anni all'Opg
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LIVORNO. E' stato assolto perché incapace di intendere, ma è stato ritenuto socialmente pericoloso, e per questo dovrà passare altri due anni all'ospedale psichiatrico giudiziario. Ieri il giudice Antonio Del Forno ha pronunciato la sentenza per di Giampaolo Poletto, 38 anni, che il 25 agosto 2009 uccise, alla guida di un pullman rubato al deposito Atl di Rosignano, il meccanico livornese Enrico Raffaelli. Raffaelli, 47 anni, lavorava ad un camper all'esterno della sua officina degli Scali della Dogna d'Acqua: il pullman investì l'autocaravan che schiaccio contro il muro il meccanico, uccidendolo.
Ieri l'ultima udienza del processo, con il pm Fiorenza Marrara, gli avvocati difensori Antonella Di Dio e Mazzino Barzi, mentre per le parti civili l'avvocato Claudio Stolfi rappresentava la figlia, i genitori ed altri parenti di Raffaelli, e l'avvocato Fabio Ercolini la moglie ed il figlio del meccanico. Infine l'avvocato Andrea Poli patrocinava l'assicurazione. Anche ieri Poletto, una persona con gravi problemi psichici, ancora una volta era seduto con aria assente accanto ai suoi avvocati, completamente estraneo a quanto accadeva intorno a lui nell'aula. Il pm Marrara ha esposto le sue richieste ricordando che Poletto andava assolto alla luce delle perizie che lo hanno riconosciuto completamente incapace di intendere e di volere, ma allo stesso tempo ha posto l'accento sul fatto che comunque si tratta di una persona di elevata pericolosità sociale. E a sostegno di questa tesi ha enumerato i vari incidenti causati da Poletto, che a 17 anni dette fuoco ad un'auto ed un'edicola.
Poi la dottoressa Marrara ha ricordato come l'uomo, venne bloccato dopo essere riuscito ad entrare a Camp Darby, ma anche altri fatti. Tra questi il tentativo di deviare un treno, maneggiando uno scambio alla stazione di Rosignano, cosa per fortuna venne scoperta dal personale delle ferrovie che rimise a posto lo scambio prima del transito del convoglio, il danneggiamento di una pasticceria con una ruspa, l'incendio della propria stanza e altri episodi. Per questo ha ritenuto inevitabile la misura dell'internamento in Opg. I difensori di parte civile hanno ritenuto che si poteva prevedere una pur minima capacità di intendere, e comunque hanno chiesto il risarcimento per i propri assistiti.
L'avvocato Poli ha annunciato che l'assicurazione Milano ha già dato mandato di pagare alcune provisionali ai parenti di Raffaelli, per un milione di euro totali, ma ha censurato il comportamento dell'Atl, che ha lasciato un pullman in un deposito praticamente incustodito e alla mercè di chiunque. Infine la difesa. L'avvocato Di Dio ha ricordato che Poletto, quando è stato seguito in maniera adeguata dai servizi psichiatrici, non ha mai provocato problemi, ne a sè ne a altri, cosa che invece si è ripetuta quando non ha ricevuto un'assistenza sufficiente.
Allo stesso tempo, ricordando che l'uomo, nei diversi episodi, non si è mai reso conto di cosa aveva provocato, se non quando veniva "sgridato", ha sottolineato come l'Opg sia la struttura meno adatta ad accogliere una persona con questi problemi e quindi, oltre all'assoluzione, ha chiesto per lui il ricovero in una comunità. Richieste cui si è associato l'avvocato Barzi, che ha ricordato come Poletto viva in un mondo suo e che meriterebbe un trattamento diverso da quello dell'Opg. Alla fine la sentenza del giudice Del Forno: assoluzione per incapacità di intendere, due anni di internamento in Opg e risarcimento dei danni da stabilire in sede civile. R.C.
Ieri l'ultima udienza del processo, con il pm Fiorenza Marrara, gli avvocati difensori Antonella Di Dio e Mazzino Barzi, mentre per le parti civili l'avvocato Claudio Stolfi rappresentava la figlia, i genitori ed altri parenti di Raffaelli, e l'avvocato Fabio Ercolini la moglie ed il figlio del meccanico. Infine l'avvocato Andrea Poli patrocinava l'assicurazione. Anche ieri Poletto, una persona con gravi problemi psichici, ancora una volta era seduto con aria assente accanto ai suoi avvocati, completamente estraneo a quanto accadeva intorno a lui nell'aula. Il pm Marrara ha esposto le sue richieste ricordando che Poletto andava assolto alla luce delle perizie che lo hanno riconosciuto completamente incapace di intendere e di volere, ma allo stesso tempo ha posto l'accento sul fatto che comunque si tratta di una persona di elevata pericolosità sociale. E a sostegno di questa tesi ha enumerato i vari incidenti causati da Poletto, che a 17 anni dette fuoco ad un'auto ed un'edicola.
Poi la dottoressa Marrara ha ricordato come l'uomo, venne bloccato dopo essere riuscito ad entrare a Camp Darby, ma anche altri fatti. Tra questi il tentativo di deviare un treno, maneggiando uno scambio alla stazione di Rosignano, cosa per fortuna venne scoperta dal personale delle ferrovie che rimise a posto lo scambio prima del transito del convoglio, il danneggiamento di una pasticceria con una ruspa, l'incendio della propria stanza e altri episodi. Per questo ha ritenuto inevitabile la misura dell'internamento in Opg. I difensori di parte civile hanno ritenuto che si poteva prevedere una pur minima capacità di intendere, e comunque hanno chiesto il risarcimento per i propri assistiti.
L'avvocato Poli ha annunciato che l'assicurazione Milano ha già dato mandato di pagare alcune provisionali ai parenti di Raffaelli, per un milione di euro totali, ma ha censurato il comportamento dell'Atl, che ha lasciato un pullman in un deposito praticamente incustodito e alla mercè di chiunque. Infine la difesa. L'avvocato Di Dio ha ricordato che Poletto, quando è stato seguito in maniera adeguata dai servizi psichiatrici, non ha mai provocato problemi, ne a sè ne a altri, cosa che invece si è ripetuta quando non ha ricevuto un'assistenza sufficiente.
Allo stesso tempo, ricordando che l'uomo, nei diversi episodi, non si è mai reso conto di cosa aveva provocato, se non quando veniva "sgridato", ha sottolineato come l'Opg sia la struttura meno adatta ad accogliere una persona con questi problemi e quindi, oltre all'assoluzione, ha chiesto per lui il ricovero in una comunità. Richieste cui si è associato l'avvocato Barzi, che ha ricordato come Poletto viva in un mondo suo e che meriterebbe un trattamento diverso da quello dell'Opg. Alla fine la sentenza del giudice Del Forno: assoluzione per incapacità di intendere, due anni di internamento in Opg e risarcimento dei danni da stabilire in sede civile. R.C.
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