Trasporti
IL DIBATTITO
Daniela Pistolesi
Infiamma la discussione sull'intervento di don Andrea Gallo alle Notti per la legalità
5 MINUTI DI LETTURA
MAL DI PANCIA Le critiche della destra sembrano rivolte a Berlusconi Nel leggere il duro attacco della destra cecinese nei confronti di Don Andrea Gallo, intervenuto ad una delle "4 notti per la legalità" presso il Liceo Fermi di Cecina, sorge un dubbio: costoro erano presenti all'incontro con il sacerdote o erano altrove? Le critiche mosse sembravano più indirizzate al Presidente Berlusconi che al mitico prete... fino a prova contraria, è il vostro presidente ad offendere quotidianamente davanti alle telecamere la scuola pubblica, la magistratura, la Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica e della Camera (...) Citando il vostro Ghedini, è lui l'utilizzatore finale di quelle donne che Don Gallo cerca di recuperare dalla strada chiamandole affettuosamente "le mie puttane" anziché escort; è sempre lui che offende e denigra i comunisti mentre apre la porta ai fascisti, quelli sì, vietati dalla Costituzione. Se raccontare spaccati di vita in una chiave molto critica verso chi ci sta "sgovernando" (peraltro ha criticato anche il centro - sinistra), arreca malumore al Pdl, significa che Don Gallo ha colto nel segno. Non avete alcun diritto di mancare di rispetto ad una persona che ha speso la propria vita ad aiutare deboli ed emarginati, mentre il vostro presidente pidduista pensa egoisticamente a se stesso, negandosi alla giustizia e facendosi beffa della Costituzione. Vi consiglio di leggere qualche suo libro dove finalmente imparereste a divenire veri cattolici, giacché per essere tali, non basta solamente recarsi in chiesa la domenica mattina. Fa strano che a dirvi ciò debba essere proprio un comunista. Danilo Fiore UN BEL PUBBLICO Il prete degli ultimi e la lezione di Barbiana Don Gallo con puntualità cronometrica, alle ore 21.15 ha fatto la sua entrata con un foulard rosso in mano cantando "Bella ciao". Ad attenderlo: l'auditorium del liceo Fermi in via Napoli, gremito. Circa 1000 ragazzi, adulti, politici. Un prete da sempre al fianco dei più deboli, degli emarginati, delle prostitute e dei tossici. E proprio dall'importanza delle voci minori, di chi non viene ascoltato è partito il suo intervento: «I miei vangeli non sono solo quelli approvati dalla Chiesa, ma a questi aggiungo sempre i primi 12 articoli della Costituzione e le canzoni di De André, su cui ho scritto un libro». Ha citato Gramsci: «Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza». Ho subito pensato che questi due passaggi (i primi 12 articoli della Costituzione, la citazione di Gramsci) e l'inconsueta entrata in scena avrebbero procurato non certo fra i presenti, che applaudivano con sincera convinzione, un forte mal di pancia in chi è lontano dall'ecumenismo cattolico post-conciliare e vive nell'ignoranza dell'esperienza pastorale di Don Lorenzo Milani. Di Barbiana, ossia l'esperienza viva di "Lettera a una professoressa", che conserva tutta intatta la sua attualità a distanza di 43 anni dalla sua pubblicazione: era davvero un'altra cosa. Era studio duro 10 ore al giorno per tutti i giorni, compreso la domenica, le feste e l'estate. Era una scuola esigente, dagli interessi vasti, dove si approfondiva tutto a lungo e dove si indicava ai ragazzi un obiettivo alto: studiare per uscire insieme dai problemi. Ma don Gallo, fra i molti applausi di una platea attentissima, ha continuato appassionatamente. È intervenuto anche sulla politica, sulla condizione dei giovani e degli immigrati. Un incontro durato più di tre ore, a cui hanno partecipato, fra gli altri, il sindaco Stefano Benedetti, il giovane consigliere comunale Samuele Di Lascio, che si è molto impegnato nell'organizzazione dell'evento, la preside del liceo professoressa Maria Grazia Rocchi. E, ovviamente, l'estensore di questa nota, che, con l'occasione, ha presentato a don Gallo il documento "Dalla parte degli ultimi", elaborato dal circolo Giorgio e Mila Malerbi nel mese di marzo di quest'anno. Mi ha ringraziato per il contributo. Poi, incuriosito, mi ha chiesto: "Cos'è il circolo Giorgio e Mila Malerbi"? Gli ho risposto: «È una piccola cosa, che nasce, però, con un compito ambizioso: raccontare una storia che non c'è più, ma che merita di essere ricordata». Visibilmente soddisfatto della mia risposta, mi ha regalato il suo libro "E io continuo a camminare con gli ultimi", dedicandolo espressamente, con bellissime parole, a tutti gli amici del circolo Giorgio e Mila Malerbi. È stata davvero una bella serata: un pubblico numerosissimo, da grandi occasioni, attento e partecipe, come non si vedeva più da tempo. Alberto Balestri MA IO ERO PRESENTE Quale inno alla violenza! Chi lo dice non c'era Alla serata con Don Gallo, a differenza di alcuni che oggi si scagliano scandalizzati contro quell'incontro, il sottoscritto era presente, quindi può parlare per esperienza diretta e non mediata. Sono sinceramente sconcertato che si possa affermare che durante l'incontro Don Gallo abbia "inneggiato alla violenza", "all'anarchia", "al contrario della legalità", "elogiato la bestemmia", semplicemente perché ciò non è mai accaduto! Capisco che per motivi politici ci sia la convenienza, per qualcuno, di attaccare a testa bassa l'organizzazione che sta alle spalle delle "Notti per la legalità", ma a tutto c'è un limite: quello imposto dal rispetto della propria e dell'altrui onestà intellettuale. Ho letto inoltre che durante le due ore di "esibizione" del prete, cito testualmente, "il pubblico ha potuto assistere a poco o niente di democratico"; vorrei far notare a chi ha partorito questa idea che il pubblico, numerosissimo, se contrariato, avrebbe potuto abbandonare la sala. Mi pare, invece, che le centinaia di persone presenti all'incontro fossero più che soddisfatte della serata! Paolo Bertolini SCIOCCHE POLEMICHE E' solo un modo per denigrare una bella iniziativa Rimango esterrefatta da ciò che leggo sul giornale in relazione all'appuntamento con Don Gallo. Al di là delle sciocche polemiche sulla "non democraticità" dell'incontro (ritengo che se fosse stato antidemocratico le persone presenti se ne sarebbero andate, nessuno era costretto a rimanere!) mi colpisce il fatto che si possa affermare il falso, cioè che Don Gallo abbia fatto una sorta di elogio della bestemmia o un invito al non rispetto delle regole. Ho letto anche che il Don avrebbe violato perfino delle leggi penali durante il suo discorso (alla presenza, oltre che del sindaco, della polizia di Stato). Mi chiedo: chi ha il coraggio di affermare certe cose, specie se ricopre incarichi pubblici, si rivolgerà, come suo dovere, ai competenti organi giurisdizionali? Oppure questa è solo una falsa polemica fine a se stessa, messa in atto col solo scopo di delegittimare una bella serata di cultura organizzata dal Comune?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
