La protesta
Il progetto C-Step supervisionato dal Polo tecnologico Magona
Trasformare i rifiuti in risorse grazie ai digestori anaerobici
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CECINA. Ottimizzare l'utilizzo dei digestori anaerobici degli impianti di depurazione delle acque di Livorno e Cecina allo scopo di trattare anche parte della frazione organica dei rifiuti prodotti sul territorio. E' l'obiettivo del progetto C-Step, i cui primi risultati sono stati presentati in Provincia ai rappresentanti delle aziende che gestiscono i servizi idrici e di igiene urbana (Aamps, Rea, Sea) da Lorenzo Maresca, Elena Bettazzi per Aato 5 e Massimo Bagatti, per l'Ato Toscana Costa rifiuti, che insieme a Sandra Vitolo (coordinatore scientifico) e Letizia Martelli, del Consorzio polo tecnologico Magona hanno elaborato il progetto. «Nella gestione dei rifiuti urbani - hanno spiegato i tecnici - uno dei fattori importanti è la capacità di trattare le frazioni raccolte in impianti adeguati alla tipologia di rifiuto. Per i rifiuti organici, o biorifiuti, una delle possibilità è rappresentata dalla digestione anaerobica, trattamento dal quale si può produrre biogas con elevato contenuto di metano. Un altro prodotto finale del processo è il cosiddetto "digestato", un materiale solido che con trattamenti successivi di compostaggio può diventare un ammendante agricolo di qualità o essere utilizzato direttamente in agricoltura in determinate condizioni». L'incontro, promosso dagli assessori provinciali Nicola Nista e Paolo Pacini, ha messo in luce le sinergie derivanti dal trattamento combinato delle due matrici organiche, fanghi di depurazione delle acque e frazione organica dei rifiuti urbani. Nel documento preliminare per la redazione del Piano interprovinciale dei rifiuti è previsto il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. Il progetto C-Step vede la supervisione scientifica del Polo tecnologico della Magona. «Le attività in corso di svolgimento - ha sottolineato Pacini - sono finalizzate alla verifica di fattibilità dell'utilizzo dei digestori anaerobici con opportuni adeguamenti degli impianti, per l'integrazione della filiera di smaltimento dei rifiuti organici raccolti nei territori dei comuni stessi e di quelli vicini, Rosignano, Bibbona, Castagneto. Otterremmo così il duplice risultato di smaltire adeguatamente i rifiuti, traendo ricchezza da essi, con l'energia prodotta dal biogas e i materiali di risulta utili per l'uso agricolo».
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