Il dolore
Troppi parchi gioco il Comune smantella quelli più degradati
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ROSIGNANO. Un censimento per i parchi gioco. Per valorizzarli? Acqua, acqua. Il motivo è che il Comune non è in più grado di gestire al meglio le centinaia di aree attrezzate dislocate nelle varie frazioni e allora ecco c'è la necessità di tagliare. La stessa cosa, molto probabilmente, sarà fatta per il verde, nello specifico le piante ad alto fusto. Ma in questo caso il taglio non è metaforico, ma reale. Decisioni frutto del ridimensionamento finanziario dell'ente. Per quanto riguarda le piante il ragionamento al momento è questo: troppi gli alberi da curare e allora meglio eliminarli che lasciarli invecchiare e rischiare di vederli cadere, come nel caso di Rosignano Marittimo, dove qualche mese fa si abbatterono su alcune auto in transito. Ma se sul verde siamo ancora nella fase delle valutazioni, sui parchi gioco la linea è già stata tracciata dalla giunta. «La realtà - spiega Lilia Benini, assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni - è che non possiamo più permetterci così tanti spazi attrezzati come abbiamo oggi. Ci sono dei micro parchi a cui dobbiamo per forza rinunciare: meglio smantellarli che lasciarli nel degrado. Perché è questo il rischio che corriamo, visto che abbiamo dovuto togliere fondi alle risorse per questo tipo di strutture». E così, per avere un quadro chiaro della situazione, è stato avviato un censimento da parte dell'ufficio manutenzioni. «Una ricognizione capillare - continua Benini - in modo da capire dove possiamo tagliare. Una decisione forzata anche dalle nuove lottizzazioni, che portano ulteriori aree verde da curare e non in convenzione con Rea. Dunque, aree che rappresentano un costo in più per l'amministrazione comunale. Penso ad esempio ai Gambini, ma anche alla passeggiata davanti al porto, la cui cura è passata sotto la nostra gestione». Insomma, sembrano lontanissimi gli anni dove l'amministrazione comunale investiva 400mila euro per il verde. Succedeva fino al 2009. Poi il tracollo dei conferimenti in discarica ha costretto a scelte dolorose. A rinunce o, per dirla come l'assessore alla finanze Tudisco, razionalizzazioni. Fatto che sta oggi per la manutenzione del verde si può spendere circa centomila euro. «E con questi soldi - dice Benini - è evidente che non si può più mantenere certi standard di decoro in tutti i parchi, grandi e piccoli, oggi presenti». Dunque, l'intenzione del Comune è quella di andare a valorizzare quei parchi che si ritiene più importanti, più strategici. Qualche cittadino non sarà sicuramente contento, ma viene da pensare che è meglio così, a patto che quelli che saranno mantenuti siano ben tenuti e sempre o quasi in perfetta forma. Non, tanto per intenderci, come gli arredi del parco del castello Pasquini, che cadono a pezzi da anni.
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