Il dolore
Nel parco si accendono pericolosi falò. E dallex albergo cadono i condizionatori
Godilonda, il degrado dilaga
Alessandra Bernardeschi
I proprietari degli appartamenti vicini: intervenga il Comune
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CASTIGLIONCELLO. Dilaga il degrado all'interno del parco di villa Godilonda. E non mancano i pericoli. A lanciare l'allarme è uno dei proprietari della villetta che confina proprio con il parco che circonda l'immobile. «Siamo quattro proprietari - dice Andrea Girotti - e quando veniamo al mare ormai preferiamo metterci d'accordo sul periodo perché, non lo nascondo, abbiamo paura: i ladri sono entrati già due volte nel mio appartamento, l'ultima, in ordine di tempo, lo scorso dicembre». Ma non sono solo i ladri a far paura: «all'interno del parco c'è sempre un via vai di persone in cerca di un rifugio o ragazzi che accendono fuochi. Il timore è che prima o poi possa scoppiare un incendio ed il parco si trova proprio all'interno del paese in una zona piena di verde. La rete perimetrale che confina con il passo che porta alla baia della Cianciafera è stata rotta in due punti, per cui chiunque può entrare ed uscire, ma c'è chi passa anche dalla scogliera. Lasciano rifiuti abbandonati - continua Girotti - tanto che lo scorso anno scrivemmo al Comune ed alla proprietà segnalando la presenza di topi anche nel nostro giardino». Lo sfogo prosegue. «Domenica scorsa ci hanno segnalato che alcune persone erano entrate nuovamente all'interno dell'ex albergo per bivaccare. Non c'è sorveglianza e tutto è in stato di abbandono». Eppure non è una novità: «infatti abbiamo scritto più volte sia al Comune che alla società proprietaria della villa, ma niente è cambiato». Villa Godilonda, ribattezzata così da Gabriele d'Annunzio perché da quello sperone a picco sul mare si poteva "godere l'onda", è stata fino agli inizi del 2000 l'emblema di Castiglioncello. Adesso proprietario della villa e del suo parco di lecci ed arbusti odorosi è il degrado. Un degrado che inizia non appena scendiamo gli scalini che portano al viale boscoso che arriva alla baia sottostante. Scritte sui muri del cancello e cartacce abbandonate. Sulla destra la rete di recinzione è rotta in due punti, facile varco per entrare nella proprietà privata e, da qui, al condominio diviso dal parco solo da un muro di cinta perimetrale. Magazzini abbandonati, vetri rotti, fioriere divelte, bottiglie in plastica, cartacce ed un cuscino buttato là in mezzo ai ciclamini. Un'immagine che stona, ma non è l'unica. Alcune finestre dell'albergo sono aperte, in altre i vetri sono stati sfondati, condizionatori penzolano ai muri. La pace che si respira non appena giunti alla baia della Cianciafera è immediatamente rotta dalla situazione di degrado in cui riversa l'insenatura: un condizionatore rotto ed arrugginito che evidentemente è volato giù dalle finestre dell'albergo, un pneumatico, sacchetti dell'immondizia e, come un emblema, un coltello conficcato nella roccia, residuo di qualche picnic. Un emblema quel coltello perché la vicenda del Godilonda si trascina ormai da troppi anni e nessuno sembra prendere in mano la situazione. Le condizioni martoriate dell'immobile più prestigioso di Castiglioncello sono sotto gli occhi di tutti, ed il silenzio che lo circonda adesso è davvero assordante.
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