Sicurezza
Voglio fare l'attore! In fila al casting più di cento studenti
Rino Bucci
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La scrittrice Silvia Avallone, autrice di «Acciaio» 3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Quando hanno aperto il diario e invece del solito avviso l'insegnante gli ha consegnato la liberatoria per partecipare ai primi casting per il film Acciaio in molti non ci hanno creduto. I provini nella loro scuola? Impossibile. Invece tutto vero: è iniziata ieri, proprio dall'Isis Polo-Cattaneo di Cecina, la caccia ai protagonisti per la pellicola tratta dal libro-rivelazione della piombinese Silvia Avallone. Un best seller che solo per una manciata di voti non ha conquistato il premio Strega. Diretto dal toscano Stefano Mordini e prodotto da Palomar, sarà uno dei lungometraggi più attesi della prossima stagione. Neanche a dirlo, nessuno degli studenti si è lasciato scappare l'opportunità. Poco importa se tra circa cento aspiranti solo una ragazza abbia letto il romanzo. «Qui, in palio c'è la notorietà - ripetono tutti - e male che vada ci siamo risparmiati due ore di lezione». A dire il vero, c'è chi come Fabio, 16 anni, si è presentato al casting con la speranza di essere pagato. «Niente da fare - spiega sconsolato - mi hanno detto che pagheranno solo chi viene preso. I provini non fanno testo. Vabbé». L'attesa. Selezioni in palestra davanti al direttore del casting e all'operatore cecinese Massimiliano "Mamo" Gionti. Cinque, dieci minuti per fare breccia. Gli studenti aspettano il loro turno negli spogliatoi. Si preparano a bucare la macchina da presa e pensano a qualcosa di originale che possa solleticare la curiosità della produzione. Ci sono le ragazze con le calze strappate e lo smalto colorato che si torturano le unghie dal nervoso, c'è chi ci crede e chi partecipa solo per divertirsi. I ragazzi provano ad ostentare sicurezza, protetti dietro il ciuffo Emo e i Rayban d'ordinanza. Gli attori. Una che ci crede è Alina, 17 anni dall'Ucraina. Capelli biondi e occhi azzurri, lei ha già conosciuto la passerella. «Sfilo da un po' di tempo - racconta - per me i provini sono all'ordine del giorno. Mi piacerebbe fare l'attrice o la velina. Sogno una vita migliore». Potrebbe essere scelta per impersonare Francesca o Anna, le protagoniste adolescenti del romanzo. Sara (16 anni), studentessa dell'indirizzo grafico è l'unica che ha letto il libro. «Mi è piaciuto, una bella storia. Sarebbe bello riuscire ad avere una parte, chissà. Da piccola sognavo il mondo dello spettacolo, poi ho rinunciato». E alla fine confida: «aspiro a qualcosa di più che fare la velina». Roberto, con i suoi 20 anni è un veterano dell'istituto. «Che volete fare, la scuola mi piace - racconta, sorridendo - e anche l'idea del film mi solletica anche se sono al primo provino. Non conosco bene la trama del romanzo ma vivo in val di Cornia: la realtà della fabbrica si fa sentire, è parte della nostra vita. Francamente, però, mi aspetto qualcosa di diverso per il mio futuro». È emozionata Giada, 17 anni, da Bibbona. «Mai stata dietro una macchina da presa, però nella vita può accadere di tutto. Vediamo cosa succede. È il mio sogno? Fuochino: mi piace il mondo dello spettacolo, vorrei essere stilista». Fabio, 16 anni sperava di mettersi in tasca qualcosa dopo il casting. «Niente. Non ci hanno dato niente - sospira - vabbé è stata un bella esperienza: mi hanno messo davanti alla camera da presa poi ho raccontato la mia vita. C'è chi ha cantato, chi ha ballato e chi ha fatto scena muta. Poi, profilo destro, profilo sinistro e a casa. È andata. Com'era bella la telecamera, il mio sogno? Stare dietro l'obiettivo».
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