Il Tirreno

Il leader del Pdl: «Ospedale depotenziato solo per favorire Livorno»

«Cecina lasci l'Asl 6»

Andrea Rocchi
«Cecina lasci l'Asl 6»

Proposta choc di Barabino: passare sotto Pisa

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CECINA. «Stanno attuando la politica del carciofo. Ci tolgono foglia dopo foglia, reparto dopo reparto per poi spolpare il tutto». Paolo Barabino, capogruppo del PdL, ne è ormai convinto: vogliono depotenziare l'ospedale di Cecina per favorire Livorno e legittimare la costruzione di quello nuovo. «E allora tanto vale uscire dall'Asl 6 e passare sotto Pisa», la butta lì Barabino. Ma la sua non è solo una provocazione all'indirizzo del governatore Rossi. No, il leader del Pdl cecinese ci crede davvero.

«Che senso ha - si chiede - essere legati a Livorno quando abbiamo un centro di eccellenza come Cisanello a Pisa? Io vorrei avere un ospedale rafforzato a Cecina ed utilizzare Pisa per interventi ed esami più complessi. Come si fa a spendere 500 milioni per Livorno se poi si indeboliscono gli ospedali di zona?»  Barabino si rivolge ad Enrico Rossi, per primo, ma anche al direttore generale dell'Asl 6: «Rossi parla di area vasta - dice -. Sono d'accordo, ma allora ragioniamo veramente in termini di area vasta, non solo per il personale, ma anche per le strutture e l'ospedale di Cecina passi sotto Pisa. Risparmieremo e manterremo dei buoni livelli di assistenza nel nostro ospedale».  Cosa che, per Barabino, non sta avvenendo. «Tempo fa avevo detto che non capivo come si potesse parlare di potenziamento di Cecina con la diminuzione di posti letto, la partenza del laboratorio di analisi, la cancellazione dell'Utic inserito in un'area di sub intensiva. Oggi ci tolgono il primario della Ginecologia, un reparto rinomato con l'Utic perché capace di attrarre pazienti da altre zone. La logica è quella di favorire la costruzione del nuovo ospedale di Livorno».  Il capogruppo del Pdl non risparmia frecciate ai sindaci di zona, «rimasti fino ad oggi in silenzio» e che adesso si svegliano con il declassamento della Ginecologia: «Mi domando: o lo sapevano - come penso - e sono stati zitti per non intralciare le direttive del capo del loro partito, Enrico Rossi. O, non lo sapevano, ed allora questo è ancora più grave. Io credo che prima di tutto dobbiamo esere uomini, poi dopo uomini di partito». Barabino cita le difficoltà dei pazienti con problemi cardiologici - già sollevate anche dagli Amici - del Cuore - con la riorganizzazione della Cardiologia e la sparizione dell'Utic. E invita a lavorare per «portare a Cecina l'emodinamica». «Ok alla ristrutturazione del pronto soccorso - avverte - ma la riabilitazione cardiologica così non va». E rilancia il potenziamento della telemedicina ed una campagna di prevenzione sul territorio su alimentazione e stili di vita, «peraltro a costo quasi zero».  Chiama a raccolta, in difesa dell'ospedale cecinese, tutti, in particolare la maggioranza che governa la città. «Prendiamo spunto da quello che è successo a Pontremoli - dice Barabino - dove per diferendere la Neonatologia si è dimesso un intero consiglio comunale. Perché non dare un segnale anche qui? Se qualcuno della maggioranza è d'accordo, sappia che il Pdl tutto è favorevole. Potrebbe essere un bel gesto».  Ma probabilmente, dentro, Barabino sa che è un'altra provocazione che resterà solo sulla carta.

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