Il dolore
Ma è polemica sulla stima. La Sinistra: «Meglio demolirla che svenderla così»
Il Comune sconta la Capannina
Mario Moscadelli
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Lex ristorante La Capannina: è polemica sullultima stima fatta dal Comune per la vendita allasta Ribassato del 40% il prezzo a base d'asta dell'ex ristorante
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ROSIGNANO. È tempo di saldi per l'amministrazione comunale. L'assessore al patrimonio Luca Simoncini non vuol sentire parlare di svendita, ma il nuovo prezzo a base d'asta per l'ex ristorante la Capannina profuma sicuramente di sconto: dai 690mila euro dell'anno scorso, adesso la struttura è stimata 410mila euro. Un ribasso del 40%, che fa arrabbiare la Sinistra, che ora, attraverso una mozione, ne chiede la demolizione. La stima non è ancora ufficiale, ma è già stata comunicata in commissione consiliare. Discorso diverso per l'altro importante immobile destinato all'asta, l'ex biblioteca di via De Popolo. Entrambi, lo ricordiamo, furono messi in vendita dal Comune lo scorso anno: ma il 12 ottobre - giorno per presentare le offerte - non si presentò nessuno. La Capannina. L'ex ristorante sul lungomare Alberto Sordi tornerà all'asta con un prezzo base di 410mila euro, contro il precedente di 690mila. «È un ribasso notevole - ammette l'assessore Simoncini - ma rispetto alla precedente stima, che risale a due anni fa, la situazione è decisamente cambiata. Ad incidere è soprattutto il deterioramento della struttura: fattore inevitabile per un immobile che resta chiuso. Dunque, non è assolutamente una svendita, ma il prezzo minino di mercato stabilito da un tecnico preparato. Qui la politica non c'entra niente». Ma chi è questo tecnico? «È un dipendente dell'ufficio patrimonio, lo stesso che ha eseguito la stima precedente. Presto sarà pronta la relazione con cui si motiverà il nuovo prezzo a base d'asta». L'ex biblioteca. È previsto un ribasso anche per la vecchia biblioteca tra via del Popolo e via Tripoli. Ma in questo caso è un ribasso contenuto: vale a dire del 15%. Nel dettaglio si passa da 1.120.500 euro agli attuali 950mila. «Non si può paragonare il valore strategico di questo immobile - riprende Simoncini - con quello della Capannina. La vecchia biblioteca ha una destinazione urbanistica, case e negozi, che garantisce sicuramente un maggiore appeal. Tuttavia, considerato il momento di crisi che investe in particolare l'edilizia, sappiamo bene che non è una vendita facile». La Sinistra protesta. Del caso se ne parlerà anche in consiglio comunale, visto Giorgio Franconi e Giacomo Luppichini - del Gruppo comunista Federazione della Sinistra - hanno presentato una mozione dai contenuti molto duri verso l'amministrazione comunale. «Il ribasso sull'ex ristorante La Capannina - dicono Franconi e Luppichini - non appare giustificato ad un anno di distanza dal precedente bando di gara e lo stesso criterio non è stato applicato ai locali dell'ex biblioteca, dove il ribasso è nell'ordine del 15 %». Per la Sinistra con queste stime «l'interesse pubblico verso la Capannina viene ulteriormente a cadere, a causa di questo ribasso le cui motivazioni dovranno essere rese note in forma scritta da parte del tecnico responsabile, visto che si potrebbe configurare il reato di danno economico per l'ente». La Sinistra aggiunge anche un altro particolare. «Il locale in questione è oggetto di indagine da parte della magistratura in relazione alla cifra versata dalla precedente amministrazione comunale per rientrare in possesso degli arredi». Le famose pentole, che hanno scatenato veleni e polemiche. «Arredi - continuano Franconi e Luppichini - attualmente sotto sequestro. E allora, considerato anche il degrado della struttura, si chiede alla giunta di eliminare la previsione di vendita di questo immobile». E lo si chiede in un modo drastico: abbattendo l'edificio. «Si predisponga un adeguato progetto di arredo urbano, che preveda la demolizione del fabbricato esistente sulla proprietà pubblica e la restituzione all'uso gratuito da parte dei cittadini di una delle più suggestive località della nostra costa».
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