Il Tirreno

Tinti: «Il ponte non era previsto»

I lavori in via Po a Marina di Castagneto
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I lavori in via Po a Marina di Castagneto

Ma Fonzo (Pdl) insiste e chiede un incontro

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 CASTAGNETO. «Nessuna errata progettazione» dice il sindaco Fabio Tinti rispondendo a un'interrogazione sulla chiusura del ponte di via Po, a Marina. Ma Luisa Fonzo (Pdl) replica chiedendo un incontro urgente con il Comune e i firmatari della petizione.  Partiamo da Tinti. Il sindaco spiega che «il progetto per "la sistemazione idraulica del Botro dei Molini per la messa in sicurezza delle aree sottese a Marina" non ha mai contemplato la realizzazione del ponte in via Po, in quanto opera non direttamente necessaria per la messa in sicurezza idraulica del territorio. In ogni caso gli uffici, in sede di Via regionale, hanno dichiarato la realizzazione del ponte in un momento successivo. In riferimento alle problematiche relative al traffico veicolare provvederemo con i residenti a individuare soluzioni concordando altresì con l'Asa e con la Tiemme. Al momento non è possibile realizzare il ponte nella posizione attuale. Si provvederà pertanto a incaricare gli uffici competenti a individuare nuove soluzioni che potranno essere eseguite a finanziamento reperito. In ogni caso è stato mantenuto il collegamento carrabile con il depuratore e le attività artigianali e agricole limitrofe e sicuramente alleggerito il traffico sulla via del Casone. Gli ultimi eventi verificatisi a Marina dipendono in massima parte dalle straordinarie precipitazioni in concomitanza dei lavori. In ogni caso si tratta delle "acque di ristagno" che non defluiscono in caso di pioggia diretta su Marina e concomitante piena del Botro dei Molini. Il deflusso dovrebbe essere naturalmente assicurato da due fossi, uno in sinistra e l'altro in destra idraulica del Botro. Per assicurare il deflusso delle acque in sinistra, lungo via del Seggio, è stato previsto un secondo stralcio di lavori, mentre per le acque in destra lato depuratore è stato previsto un terzo stralcio con la creazione di una cassa di espansione alla confluenza del Botro con la Fossa di Bolgheri. L'importo dell'intero progetto, approvato con delibera della giunta n. 192 del 12/09/2000, ammonta a 5,4 miliardi delle vecchie lire, espropri e Iva compresi».  Ma Fonzo incalza: «Per quale motivo gli abitanti non sono stati informati delle conseguenze del progetto prima di iniziare l'opera? Tra l'altro i vincoli alla salvaguardia idraulica del territorio hanno portato la zona, negli ultimi 30 anni, a una situazione di stallo che ha incrementato il degrado e ostacolato uno sviluppo armonico turistico ambientale. Nessuna opera poteva essere realizzata se non dopo la messa in sicurezza idraulica del fosso. In trent'anni le soluzioni devono ancora essere individuate? E i finanziamenti dove potranno essere reperiti?».  «Ciò che è stato realizzato - prosegue Fonzo - è l'innalzamento degli argini che ha snaturato l'ambiente ponendo le abitazioni lungo il perimetro del fosso, in una situazione di disagio visivo e limitando il passaggio dell'aria. La famosa messa in sicurezza del fosso, costata finora circa un milione di euro, giace incompiuta e senza una logica; d'altra parte se viene completata si chiude l'unica via alternativa per entrare o uscire da Marina. Il sistema idraulico delle fosse in caso di pioggia insistente è inefficiente e questo è dimostrato dai recenti allagamenti».

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