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Sos lanciato da Filippo Casini, proprietario dell’Oasi degli animali: «Non ce la faccio più»

Comuni insolventi, canile a rischio

Rino Bucci
Comuni insolventi, canile a rischio

Trenta randagi da sfamare e 20mila euro di pagamenti arretrati

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 CECINA. Ventimila euro di pagamenti arretrati e una trentina di cani randagi da sfamare. Anche Fido cade nella rete della crisi economica che ha paralizzato i Comuni. A denunciare una situazione più che preoccupante è Filippo Casini, proprietario dell'Oasi degli animali, il canile cecinese in via della Macchia.  «La struttura esiste dal '95 - racconta Casini - prima come pensione in collaborazione anche con le associazioni animaliste locali, poi dal '99 sono arrivate le prime convenzioni con i Comuni di Bibbona, Rosignano, Cecina e Castellina. Siamo riusciti ad accogliere fino a 50 animali abbandonati. Tutto è andato bene fino all'istituzione della gestione associata contro il randagismo».  Dal 2005 infatti i dieci Comuni della Bassa val di Cecina (capofila Rosignano) hanno deciso di unirsi per contrastare il fenomeno - in costante crescita - dell'abbandono dei cani. Una delle cinque strutture accreditate per garantire l'ospitalità ai randagi è l'Oasi degli animali, appunto. «Per il mio servizio - spiega Casini - ricevo 4 euro al giorno per ogni animale. I pagamenti arrivano dal capofila, ma ogni Comune deve fare la sua parte». Infatti le singole amministrazioni versano a Rosignano una quota in base al numero di cani residenti che vengono ospitati nel canile. La residenza di un animale corrisponde al luogo in cui è stato trovato. È poi Rosignano a evadere la fattura totale in favore di Casini.  «Almeno così dovrebbe essere - si sfoga l'uomo - infatti basti pensare che, visto che un Comune è insolvente da tempo, mi è stato consigliato di emettere una fattura per la gestione associata e un'altra per questo singolo Comune. Morale? La gestione associata non mi paga da dicembre, questo Comune da settembre. In totale devo riscuotere qualcosa come 18-20mila euro. Non è facile andare avanti senza questi soldi. I cani sono 35 e mangiano tutti i giorni, poi c'è da pagare i fornitori, gli affitti, l'Inps, l'Iva e le bollette. Un disastro. Se non la situazione non si sblocca sono costretto a chiudere baracca, ma la mia preoccupazione più grande è per i cani che non riuscirò a sfamare».  Imbarazzo e mezze promesse dagli amministratori interpellati sul problema. «A quanto mi hanno riferito alcuni pagamenti sono stati evasi - commenta l'assessore rosignanese Daniele Donati - all'inizio della prossima settimana farò il punto della situazione con la ragioneria. Questi ritardi rientrano in una serie di rinvii causati dalla difficile situazione economica».

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