Sicurezza
Il caso. Martino e il parcheggio chiuso in via dei Cavalleggeri
«Caro sindaco, la informano male Quella strada non è privata»
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BIBBONA. Il parcheggio chiuso dalla forestale in via dei Cavalleggeri continua a far discutere. Dopo i nostri articoli e la replica del sindaco Fiorella Marini, stavolta interviene Nino Martino, tecnico comunale in pension: «Ho letto lo sdegnato intervento del sindaco con cui afferma che la strada in questione è di proprietà privata. Evidentemente chi le ha riferito tale qualità è disinformato o, peggio, le ha riferito una falsità con lo scopo di danneggiarla. La strada è comunale con tanto di delibera consiliare della fine degli anni Sessanta che la qualifica come tale per tutto il suo tratto asfaltato. Il tratto terminale, quello ora illecitamente chiuso, è vicinale di uso pubblico (non privato) e non da ora, ma almeno dal 1700, come dimostra il vecchio catasto granducale e l'attuale catasto le cui mappe sono a disposizione dell'ufficio tecnico, perché acquistate dal sottoscritto. Sarebbe stato sufficiente che si fosse rivolta a un vero tecnico per appurarlo». Per oltre un trentennio - aggiunge Martino - da titolare dell'ufficio ho contrastato i responsabili del demanio militare nella loro intenzione di recintare, con la motivazione del rischio incendi, i terreni da loro gestiti. Dapprima (1982) inserendo una testa d'idrante antincendio nell'ultimo pozzetto dell'acquedotto, poi avvisando che non avrebbero ottenuto il nullaosta ambientale, poi facendo pulire dalle sterpaglie (d'intesa con la forestale) le aree immediatamente a ridosso della strada, poi avvisando che comunque la strada non poteva essere chiusa e che pertanto il rischio incendi sarebbe notevolmente aumentato. Ho sempre contrastato l'insana tendenza a recintare i terreni alle "rene". Ho chiesto più volte ai responsabili militari di dare al Comune l'uso di tali terreni per realizzarvi un parcheggio pubblico attrezzato con sistema antincendio. Ho altresì contrastato i tentativi del precedente affittuario di quei terreni di farne un uso speculativo che ritenevo inammissibile su beni demaniali. Ora pare che sia cambiato l'affittuario e il nuovo pare che sia uno che godeva di parecchio credito da un suo predecessore nella carica di sindaco. È solo un caso o c'è qualcosa di più?». A proposito della chiusura della strada da parte della forestale, Martino prosegue dicendo che su quella strada «l'unico soggetto legittimato a esercitare il diritto di proprietà è il Comune. Sappia il sindaco che la stessa forestale riscuote dagli anni Ottanta un canone annuo dal Comune per l'occupazione di 19 metri quadri di terreno serviti per raccordare, a imbuto, la strada comunale laddove non era possibile acquistare o espropriare il terreno della forestale per l'ampliamento. A prescindere dal merito, a prescindere da ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio, non crede che dovrebbe per lo meno farsi corrispondere un canone annuo commisurato a quello pagato dal Comune alla forestale per l'occupazione di "suoi" 19 metri quadri?».
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