Il Tirreno

Indagine sui problemi delle multinazionali

«Il 90% ha difficoltà nello smaltimento dei rifiuti speciali»

La sala del Pasquini gremita
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La sala del Pasquini gremita

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ROSIGNANO. Costo eccessivo dell'energia e dello smaltimento dei rifiuti, lentezza della burocrazia e difficoltà nell'accesso ai finanziamenti. Sono queste le maggiori criticità emerse dall'indagine condotta da Confindustria attraverso un questionario sottoposto a 29 multinazionali della provincia di Livorno, che danno lavoro a circa 7400 persone per un fatturato di 4 miliardi di euro. Indagine presentata ieri mattina in un auditorium del castello Pasquini gremito di imprenditori, dirigenti e istituzioni. A fare gli onori di casa Andrea Gemignani, presidente di Confindustria, che ha salutato con soddisfazione l'opa amichevole di Solvay su Rhodia. «Operazione - ha spiegato al termine dell'incontro Michèle Huart, direttrice dello stabilimento di Rosignano - che sarà definita in piena estate e solo allora capiremo se ci saranno riflessi per Rosignano». Durante il forum sono intervenuti anche Massimo Messeri, presidente della Nuova Pignone (presente al posto del neo presidente di Eni Giuseppe Recchi impegnato a Roma), Mary Ellen Countryman, console generale degli Usa a Firenze e Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana.  L'indagine, illustrata da Leandro Nannipieri di Confindustria, ha messo in evidenza una serie di criticità che si ripercuotono in termini di competitività. E il 90% delle imprese dichiara di avere difficoltà a smaltire i rifiuti, soprattutto quello speciali. «Più di un terzo degli speciali viene smaltito fuori provincia», dice Nannipieri. Tutti i protagonisti, poi, hanno puntato il dito sulla lentezza burocratica nel rilascio delle autorizzazioni. Secondo l'indagine, poi, c'è la richiesta per una maggiore flessibilità in tema di orario di lavoro.

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