Sicurezza
Emergenza casa. Francini: «I pochi alloggi Casalp previsti a Donoratico rischiano di generare una guerra tra poveri»
Chiusa anche l'associazione «Il villaggio»
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Uno scorcio dellAurelia a Donoratico La Sinistra per Castagneto lancia l'allarme: smantellate tutte le esperienze sociali
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CASTAGNETO. Dopo Alba e sorriso chiusa anche l'associazione "Il villaggio". E il problema degli alloggi diventa sempre più un'emergenza. E' il grido d'allarme lanciato da Paolo Francini (Sinistra per Castagneto), il quale parte dall'ultimo consiglio comunale «che, nel silenzio più assoluto, ha approvato con il solo voto contrario della Sinistra per Castagneto la liquidazione del Villaggio». «Un'associazione - prosegue - composta anche da istituzioni, compreso il Comune, che da sedici anni aveva il compito di reperire gli alloggi da affittare alle famiglie più bisognose. Per di più, la liquidazione è stata formalizzata con il diktat del Comune e della Provincia in una riunone in cui il Comune di Castagneto non si è nemmeno presentato. Così, mentre cresce fino all'inverosimile il bisogno di case per i più deboli, si azzerano le risposte pubbliche. Da mesi, nella totale indifferenza, è stata chiusa la casa di accoglienza storica "Alba e sorriso". Nella zona ora resta aperta solo quella di Donoratico, con soli sei posti disponibili riservati agli uomini. Si è persa traccia dei dodici appartamenti da destinare all'emergenza abitativa che dovevano provenire dalle lottizzazioni di Marina. Gli affitti concordati sono rimasti solo sulla carta, i contributi sono ormai dimezzati per i tagli del governo e il ridotto sostegno del Comune. L'esperienza delle case autocostruite prima è stata bocciata in consiglio comunale poi, dieci giorni dopo, proprio l'amministrazione comunale ha promosso un convegno sullo stesso tema: come si dice, l'importante è l'immagine». «In questa situazione - conclude Francini - anche i pochi appartamenti Casalp previsti a Donoratico rischiano di scatenare una guerra fra poveri, considerato che rappresenteranno solo una goccia nel deserto. Per il Villaggio nei mesi passati era stato promesso dalla giunta un progetto di ristrutturazione e aggiornamento dell'associazione. Ora si dice che ci si affiderà alla Sds però senza un'idea su cosa fare e senza soldi. Purtroppo in pochi anni si sono smantellate quelle esperienze sociali che avevano posto la bassa val di Cecina all'avanguardia a livello regionale».
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