Il Tirreno

Mensa dei poveri è emergenza-cibo: «Troppe richieste»

Alessandra Bernardeschi
Una tavolata in una mensa sociale
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Una tavolata in una mensa sociale

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CASTIGLIONCELLO. Aumentano incessantemente le famiglie in situazione di grave disagio economico che si rivolgono all'associazione la Sorgente del Villaggio che opera da anni a Castiglioncello. La situazione, come dicono i responsabili dell'associazione, che gestisce la mensa dell'Oasi Emilia (la mensa dei poveri), si sta facendo piuttosto seria e «bisogna intervenire con urgenza». Così per cercare strategie da condividere con tutti i cittadini, la Sorgente del Villaggio ha indetto una riunione per domani alle 21 all'auditorium di piazza del Mercato a Rosignano Solvay.  Ed è la prima volta che l'associazione chiede in maniera così esplicita, l'aiuto di tutti - cittadini, politici ed associazioni - per istituire, come prima mossa, una "cassa di emergenza". Bastano due cifre per capire come le famiglie in difficoltà economiche segnalate anche dagli assistenti sociali, siano in aumento. Un aumento esponenziale soprattutto negli ultimi mesi: «nel 2008 - spiega Rossella Conforti, presidente dell'associazione - abbiamo distribuito 1570 pacchi viveri. Da tenere presente che nel 2008 i pacchi venivano dati settimanalmente. Nel 2010 i pacchi distribuiti sono stati 2226, 656 in più rispetto ai due anni prima. C'è da ricordare però che dall'anno scorso la distribuzione viene attuata ogni quindici giorni. Dunque facendo un rapido calcolo, se la distribuzione fosse rimasta a cadenza settimanale, i pacchi che avremmo dovuto distribuire alle famiglie sarebbero stati ben 4450».  Da qui «l'urgenza che ci spinge ad intervenire a sostegno di situazioni di gravi disagi economici ma anche relazionali che molte famiglie del territorio stanno vivendo».  Tra le proposte avanzate dall'associazione di Castigloncello, quella di istituire una "cassa d'emergenza", vale a dire una raccolta di soldi che dovranno essere destinati a coprire le esigenze più impellenti delle famiglie bisognose del territorio. «Ci sono donne con figli alle quali hanno diminuito, a causa della crisi economica, ore di lavoro e che non ce la fanno ad andare avanti con uno stipendio di 600 euro al mese o anche di meno; ci sono anziani e persone senza lavoro». Perché la nuova povertà si intreccia fortemente con la crisi del lavoro.  I dati dell'associazione sono chiari: nel 2007 l'Oasi Emilia che gestisce direttamente la mensa per i poveri, ha erogato 8817 pasti, nel 2008 i pasti sono diminuiti a 5813, 7700 nel 2009 e 7500 nel 2010. Il numero di docce garantire a coloro che non hanno né casa né famiglia sono passate da 1150 del 2007 a 1410 nel 2010. Infine i pacchi viveri erogati alle famiglie, molte delle quali con bambini minori a carico. Nel 2007 i pacchi distribuiti sono stati 1165; sono aumentati a 1570 nel 2008, ed ancora 1700 nel 2009 per arrivare a 2226 nel 2010 con distribuzione ogni quindici giorni. Ma aumentano anche altri tipi di richieste. «Ad esempio - continua la presidente dell'associazione - il pagamento di utenze e canoni d'affitto da parte di famiglie residenti nel territorio con particolare riferimento a coloro che abitano a Rosignano Marittimo e Vada». Da qui l'esigenza di intervenire concretamente «ed in tempi brevi con un sostegno di tipo economico, ma anche attraverso una sensibilizzazione anche al di fuori della nostra realtà sul tema delle diverse forme di povertà presenti sul nostro territorio in aumento soprattutto negli ultimi mesi».  L'intenzione dell'associazione è quella di rivolgersi non solo ai cittadini ma anche alle associazioni, le realtà politiche presenti, le istituzioni «richiamandoli alla loro responsabilità nel progettare e definire le politiche relative alla povertà.  Per questo abbiamo invitato a partecipare alla riunione il sindaco, l'assessore alle politiche sociali, i partiti politici, le associazioni ed i cittadini». Insomma, nessuno escluso.

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