Sicurezza
Il presidente Landini chiede agli enti locali di non mollare su Lotto zero e opere compensative
Confesercenti: inaccettabile la retromarcia di Sat
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CECINA. «Una una rete infrastrutturale moderna ed efficiente è uno dei fattori decisivi per lo sviluppo economico di un territorio, per questo non possiamo che osservare con forte preoccupazione il balletto delle notizie su nuovi e inquietanti scenari che si aprono relativamente all'annosa vicenda della Tirrenica». Così Anna Landini, presidente Confesercenti, che aggiunge: «Dopo un lungo e positivo lavoro portato avanti avanti dagli enti locali, attraverso il quale si era giunti a un accordo, giungono oggi notizie da parte Sat che fanno carta straccia degli impegni presi. Niente più Lotto zero, niente più esenzione dal pedaggio per le popolazioni locali e anche forti perplessità, aggiungiamo noi, riguardo alla reale volontà di Sat circa la realizzazione di tutte le cosiddette opere compensative" (complanari e viabilità accessoria) previste dall'accordo tra enti locali, Sat e governo nazionale. Tutto questo è inaccettabile. Non si risolverebbe la storica questione della difficoltà di comunicazione tra la città capoluogo e il resto della provincia e si introdurrebbero elementi che determinerebbero un peggioramento in termini di qualità della vita nell'intero territorio provinciale. Un peggioramento della qualità di vita che si riverberebbe in termini negativi sull'intero tessuto economico della Provincia». «La Tirrenica - aggiunge Landini- è un'opera di interesse primario in grado di far superare (in parte) alla Toscana costiera quel gap infrastrutturale che è stato l'elemento principale di ostacolo al pieno svilupparsi delle potenzialità economiche del territorio; in questo senso ci auguriamo che gli enti locali esercitino tutte le pressioni possibili sul governo (e su Sat) affinché l'autostrada Tirrenica venga realizzata al più presto ma con quelle caratteristiche che erano previste dall'accordo». «La nostra forte preoccupazione - conclude Landini - è che questa realizzazione, lungamente attesa e desiderata, magari assolva al suo ruolo nazionale (e internazionale) ma al contempo introduca nel territorio della provincia di Livorno elementi di degrado in termini di peggioramento complessivo degli standard qualitativi raggiunti. Tutto questo va evitato assolutamente; non è immaginabile che la Tirrenica si trasformi da opportunità storica di sviluppo a ennesima occasione persa».
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