Il dolore
Solvay acquista gruppo francese della chimica
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Due immagini della fabbrica3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Solvay torna ad investire. E in maniera importante. L'azienda belga, infatti, ha siglato un accordo preliminare per l'acquisizione del gruppo chimico francese Rhodia, che in Italia ha uno stabilimento anche a Livorno (con una trentina di lavoratori). Un accordo sulla base di 3,4 miliardi di euro. Non si può parlare di opa, ma più di un acquisto-fusione, che secondo Solvay apre scenari interessanti e rassicuranti dal punto di vista occupazionale. Probabilmente anche nella nostra fabbrica, ma i reali effetti di questa operazione saranno più chiari quando l'acquisto sarà formalizzato nei dettagli. E i sindacati locali, infatti, preferiscono conoscere meglio l'operazione prima di dare un giudizio. Quello è certo, però, è che la società belga investe in questo modo i quasi 5 miliardi di euro ricavati nel 2009 dalla cessione del ramo farmaceutico, senza restare a corto di liquidità. Un investimento allora invocati dagli stessi sindacati.
L'accordo. «Solvay e Rodhia - si legge nella nota inviata dal gruppo chimico belga - annunciano di aver siglato un accordo quadro in cui Solvay lancerà un'offerta amichevole per il 100 per cento del capitale azionario di Rhodia. L'offerta in contanti a 31,60 euro per azione, valuta il capitale azionario di Rhodia a 3,4 miliardi di euro e il valore d'impresa a 6,6 miliardi di euro». Con questa acquisizione, Solvay crea con la compagnia transalpina «un "major player" nella chimica mondiale. La nuova realtà avrà ricavi aggregati pari a 12 milioni di euro e 31mila dipendenti».
Le strategie. Le strategia del nuovo gruppo si basano su questi punti di forza: il 90% del fatturato complessivo di 12 miliardi di euro è realizzato in imprese dove l'uno o l'altro partner è già tra i più importanti al mondo. Solvay, infatti, è tra le prime realtà nei polimeri speciali, nel carbonato di soda e nel perossido d'idrogeno, mentre Rodhia ad esempio è partner di alcune tra le maggiori aziende nei mercati automobilistico, elettronico, degli alimentari e flagranze, della salute, cura della persona e della casa. «La futura espansione geografica - continuano da Solvay - sarà incentrata su una significativa presenza nei mercati emergenti, che generano già il 40% delle vendite del gruppo se uniamo le due imprese. La natura complementare delle attività industriali di Rhodia e Solvay conferirà al gruppo chimico combinato una presenza equilibrata nei diversi segmenti di mercato, con specialità chimiche di beni di consumo, costruzioni, settore automobilistico, energia, acqua, ambiente ed elettronica».
Le reazioni. Solvay non nasconde l'entusiasmo per questa operazione. «Siamo molto orgogliosi - dice Christian Jourquin, amministratore delegato Solvay, che tra poco andrà in pensione per lasciare il posto a Jean Pierre Clamadieu attuale presidente di Rhodia - di annunciare l'offerta di acquisizione di Rhodia. Abbiamo una visione comune: vogliamo creare un gruppo per realizzare il nostro obiettivo di crescita e sviluppo sostenibile nel settore chimico». Il sindacato locale, tuttavia, aspetta di conoscere i dettagli prima di prendere una posizione. «Sono al corrente dell'operazione - dice Marco Baldini, Rsu Solvay - ma è ancora presto per dare un giudizio sugli effetti che potrà avere per il nostro stabilimento».
L'unità speciale. Sempre nella giornata di ieri, Solvay ha annunciato la nascita di una "unità speciale" nel settore dei polimeri speciali. Utilizzando il gergo tecnico, è stata creata una "global businnes unit" che raggruppa quattro società: Solvay Solexis, Solvay Padanaplast, Solvay Advanced Polymers e SolVin Pvdc. Questa nuova entità avrà base direzionale a Bollate, in provincia di Milano. L'unità speciale in questione, che sarà guidata da Augusto Di Donfrancesco, rappresenta circa il 15% del fatturato totale del gruppo e «si baserà - si legge nella nota di Solvay - sui punti di forza di ciascuna delle quattro componenti per consolidare la sua posizione fra i leader mondiali dei polimeri speciali ad elevate prestazioni, che hanno sbocco in settori tecnologici d'avanguardia».
L'accordo. «Solvay e Rodhia - si legge nella nota inviata dal gruppo chimico belga - annunciano di aver siglato un accordo quadro in cui Solvay lancerà un'offerta amichevole per il 100 per cento del capitale azionario di Rhodia. L'offerta in contanti a 31,60 euro per azione, valuta il capitale azionario di Rhodia a 3,4 miliardi di euro e il valore d'impresa a 6,6 miliardi di euro». Con questa acquisizione, Solvay crea con la compagnia transalpina «un "major player" nella chimica mondiale. La nuova realtà avrà ricavi aggregati pari a 12 milioni di euro e 31mila dipendenti».
Le strategie. Le strategia del nuovo gruppo si basano su questi punti di forza: il 90% del fatturato complessivo di 12 miliardi di euro è realizzato in imprese dove l'uno o l'altro partner è già tra i più importanti al mondo. Solvay, infatti, è tra le prime realtà nei polimeri speciali, nel carbonato di soda e nel perossido d'idrogeno, mentre Rodhia ad esempio è partner di alcune tra le maggiori aziende nei mercati automobilistico, elettronico, degli alimentari e flagranze, della salute, cura della persona e della casa. «La futura espansione geografica - continuano da Solvay - sarà incentrata su una significativa presenza nei mercati emergenti, che generano già il 40% delle vendite del gruppo se uniamo le due imprese. La natura complementare delle attività industriali di Rhodia e Solvay conferirà al gruppo chimico combinato una presenza equilibrata nei diversi segmenti di mercato, con specialità chimiche di beni di consumo, costruzioni, settore automobilistico, energia, acqua, ambiente ed elettronica».
Le reazioni. Solvay non nasconde l'entusiasmo per questa operazione. «Siamo molto orgogliosi - dice Christian Jourquin, amministratore delegato Solvay, che tra poco andrà in pensione per lasciare il posto a Jean Pierre Clamadieu attuale presidente di Rhodia - di annunciare l'offerta di acquisizione di Rhodia. Abbiamo una visione comune: vogliamo creare un gruppo per realizzare il nostro obiettivo di crescita e sviluppo sostenibile nel settore chimico». Il sindacato locale, tuttavia, aspetta di conoscere i dettagli prima di prendere una posizione. «Sono al corrente dell'operazione - dice Marco Baldini, Rsu Solvay - ma è ancora presto per dare un giudizio sugli effetti che potrà avere per il nostro stabilimento».
L'unità speciale. Sempre nella giornata di ieri, Solvay ha annunciato la nascita di una "unità speciale" nel settore dei polimeri speciali. Utilizzando il gergo tecnico, è stata creata una "global businnes unit" che raggruppa quattro società: Solvay Solexis, Solvay Padanaplast, Solvay Advanced Polymers e SolVin Pvdc. Questa nuova entità avrà base direzionale a Bollate, in provincia di Milano. L'unità speciale in questione, che sarà guidata da Augusto Di Donfrancesco, rappresenta circa il 15% del fatturato totale del gruppo e «si baserà - si legge nella nota di Solvay - sui punti di forza di ciascuna delle quattro componenti per consolidare la sua posizione fra i leader mondiali dei polimeri speciali ad elevate prestazioni, che hanno sbocco in settori tecnologici d'avanguardia».
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