Il Tirreno

Resta indagato il militare che aveva sparato, la procura vuole capire se lo aveva fatto per sbaglio oppure no

Patteggia un anno e mezzo per ricettazione

Una gazzella dei carabinieri
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Una gazzella dei carabinieri

Era su un'auto rubata, fu inseguito e ferito con un colpo di pistola dai carabinieri

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 RIPARBELLA. Ha patteggiato una pena di un anno e sei mesi con i benefici di legge Pterit Mirashi, il ventitreenne albanese che rimase ferito dal proiettile partito dalla pistola di un carabiniere durante un inseguimento dopo un furto a Riparbella. Mirashi si è presentato ieri mattina in tribunale a Livorno per il processo per direttissima davanti al giudice Giovanni Zucconi.  In questa occasione la pubblica accusa era rappresentata dal pm Paola Rizzo mentre la difesa del Mirashi, imputato di ricettazione e resistenza, era affidata all'avvocato Francesca Cartei del foro di Firenze. Le parti hanno raggiunto l'accordo per patteggiare una pena di un anno e sei mesi con i benefici di legge, che è stata accolta e applicata dal giudice. La ricettazione era relativa all'auto, un Land Rover risultato rubato; la resistenza al fatto che il giovane, alla guida della jeep, non si era fermato all'alt. Avvenne nella notte tra sabato 27 e domenica 27 marzo. Una pattuglia del nucleo radiomobile di Volterra aveva ricevuto la segnalazione di un abitante che denunciava di avere subito un furto in casa. I carabinieri incrociarono Mirashi che, con un amico. viaggiava a bordo di un fuoristrada senza targa e a fari spenti. All'alt dei militari il giovane schiacciò sull'acceleratore e scappò. Ci fu un inseguimento sulla via Salaiola a San Martino. L'amico riuscì a dileguarsi nel buio mentre Mirashi fu colpito alla spalla sinistra da un proiettile sparato da un carabiniere, tuttora indagato dalla Procura di Livorno che ha aperto un fascicolo per capire se il colpo era stato esploso in maniera accidentale o meno.

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