Il Tirreno

Decoro, commercio e sicurezza: ecco le regole e le sanzioni

Andrea Rocchi
Decoro, commercio e sicurezza: ecco le regole e le sanzioni

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CECINA. D'accordo sulle sanzioni per chi sporca o imbratta (previste multe da 25 a 500 euro). D'accordo su un utilizzo oculato del suolo pubblico, perché strade e marciapiedi non si trasformino in un suk di venditori ambulanti di ogni genere di chincaglieria. D'accordo sulle elementari norme di decoro pubblico ma anche sul rispetto delle disposizioni di igiene e salute pubblica e sulla tutela dei mestieri. Semmai esistono sfumature su alcuni punti, diverse sensibilità e una questione di principio: il regolamento di polizia urbana deve essere una raccolta unica di testi, ordinanze e normative?  O deve rimandare - laddove è possibile e già disciplinato - agli altri regolamenti tutt'oggi in vigore?  Su quest'aspetto è probabile che domani in commissione consiliare, dove si discute della bozza unica del regolamento di polizia urbana, ci sia un po' di scontro.

Anche se, rispetto alle tensioni di alcuni mesi fa (che sfociarono nella diffusione da parte del Pdl di una bozza alternativa a quella della maggioranza, che peraltro in quei giorni non era stata ancora presentata), il clima è decisamente più mite e gli animi più rasserenati. «Si tratta della seconda riunione - spiega Gianluca Barbato, assessore alla mobilità con delega alla polizia municipale - in cui sottoporremo a verifica le due bozze. L'obiettivo è arrivare ad elaborare un regolamento condiviso che tenga conto delle osservazioni che arrivano anche dall'opposizione. Quello che ci siamo dati, fino ad oggi, è un metodo di lavoro».  Le differenze, a parte alcuni principi generali o la disciplina di pene e sanzioni, sono minime. La maggioranza, per esempio, ha previsto una serie di comportamenti vietati (scritte sui muri, cicche ed escrementi abbandonati, affissione di pubblicità in modo "selvaggio" e/o senza autorizzazione) per il quale sono stabilite sanzioni fino a 500 euro.

Sull'entità delle stesse, la convergenza maggioranza-opposizione deriva dal fatto che simili sanzioni sono già stabilite dall'art. 7 bis della legge 267/2000. E lo stesso vale per le norme del regolamento che disciplinano l'attività di occupazione del suolo pubblico (per il quale esise già una normativa vigente). Il Pdl, a differenza della maggioranza, ha ipotizzato forme di controllo attraverso la disposizione di telecamere (videosorveglianza) anche su proprietà private. Batte molto sul tasto della sicurezza per garantire la massima libertà (nel rispetto dei doveri) per i cittadini e vieta, per esempio, la prostituzione su strada. Inoltre si stabiliscono una serie di misure specifiche a tutela delle aree di pineta del tombolo (divieto di accendere fuochi, di disporre oggetti sui tavolini senza occuparli, di raccogliere tartufi senza autorzzazione). Ma anche in questo caso si tratta, in gran parte, di disposizioni già contemplate da specifici regolamenti affidati al controllo del Corpo Forestale. 

La maggioranza, d'altro canto, ha battuto molto sul tasto del decoro e del degrado: vietare stese di panni su finestre e balconi, garantire il decoro architettonico degli edifici non solo pubblici, vietare la pubblicità affissa su alberi o anche negli appositi spazi ma in modo da rappresentare ostacolo al codice della strada oltre che un «brutto spettacolo». Sempre in tema di decoro il Pdl sembra orientato a vietare il passeggio in strada a Cecina in costume, cosa che invece è consentita a Marina, frazione balneare, dove ci sono le spiagge. Ma anche su questo punto l'obiettivo - come spiega Francesco Villani - è quello di enunciare principi generali, già a partire dal titolo primo, in cui fissare principi generali di giustizia, libertà, promozione del benessere e salvaguardia dei diritti della collettività».

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