Il Tirreno

Baccalà e arselle Ecco le ricette per la nostra tavola

Irene Arquint

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Spaghetti alle arselle con o senza pomodoro? Baccalà fritto oppure solo ingentilito in acqua e olio? La torta posso impiegarla in cucina? Gli ingredienti raccontati dalle schede di "La tavola dei livornesi" che stiamo regalando in questi giorni con il nostro giornale (ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì per altre 5 settimane) danno infiniti spunti per piatti gustosi. Che appartengano alla tradizione (tramandati da una mamma, una nonna) oppure frutto di un'elaborazione personale, tutto ci sta, basta raccontino il nostro meraviglioso territorio. Ad esempio Marco Stabile dell'Ora d'Aria di Firenze con le triglie alla livornese si è inventato un panino. Ormai famosi sono gli spaghetti con le arselle di Lorenzo di Forte dei Marmi, ingrediente che si presta a crostini, zuppe e chissà quant'altro.  Quando hai una materia prima di qualità spesso il piatto vien da sé. Non sempre: "il cattivo cuoco è capace di sciupare qualsiasi portata" direte voi. Concordiamo. Se però quegli ingredienti fanno parte del nostro bagaglio culturale, allora farli parlare attraverso le ricette diventa un piacevole onore, oltre che gustoso. Lo sanno bene gli addetti ai lavori che hanno arricchito i nostri racconti con i loro suggerimenti. «La tradizione fa parte del nostro patrimonio - dicono in un coro unanime da Oscar all'Ardenza fino a Zazzeri di Marina di Bibbona, la Magona di Bolgheri, Scacciapensieri di Cecina - oggi è ancor più importante riprenderla per marcare un segno distintivo».  Nel nostro viaggio alla ricerca dei prodotti del territorio da valorizzare, iniziato nella pagina del Gusto del martedì, proseguito con la "Tavola dei livornesi" raccontata in ventiquattro prodotti, ci sta anche il gioco in cui coinvolgiamo voi lettori. Vi chiediamo di mandarci le vostre ricette con le triglie, il polpo, il pane di Nibbiaia, lo spinacio, il melone, il colombaccio e tutti gli altri che a vostro giudizio rientrano nella dispensa nostrale, non solo i ventiquattro che abbiamo indicato con le schede. Ah, se per caso ne avete persa qualcuna, basta segnalarlo al vostro edicolante che saprà reperire per voi gli arretrati. Dunque anche se iniziate la raccolta da adesso, niente è perduto. Come dicevamo: cerchiamo spunti che raccontino il vostro personale modo di vedere e vivere il Livornese (dalla città, giù lungo la Costa degli Etruschi) attraverso la tavola. Potete mandare le vostre ricette per posta al Tirreno (viale Alfieri 9, Livorno; indicando sulla busta "La mia ricetta") oppure via e-mail a: lamiaricetta@iltirreno.it. Saranno lette da una giuria di esperti, da queste verranno selezionate quelle che per contenuto (sono importanti anche i vostri commenti), fantasia, originalità e soprattutto specificità si distingueranno, quindi premiate durante una serata di festa di cui vi parleremo più avanti.

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