Il dolore
CINQUANTINA
Serve un progetto di recupero
Carlo Rotelli (presidente Artimbanco)
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La Cinquantina con la sua villa Guerrazzi, museo, scuole di musica e di teatro, è un luogo degradato? Se così fosse non si capisce perchè il Pdl abbia proprio scelto quel luogo per effettuare il suo festival regionale. Si tratta in realtà di un punto di eccellenza sul piano storico e culturale di tutta l'alta maremma. Ma non c'è dubbio che da tempo alla Cinquantina si sono venuti ponendo problemi che attendono soluzione. E bisogna porvi mano perchè altrimenti il degrado può essere dietro l'angolo. Intanto la struttura edilizia esistente. A cominciare dal palazzo centrale. Balza agli occhi subito a prima vista la situazione dell'intonaco, da rinnovare in più punti e non sfugge più a nessuno l'ormai imminente rovina di alcuni resti di un passato lontano (antico forno, ricovero suini, etc.). O si eliminano o si restaurano prima che crollino definitivamente. Anzi sarebbe da intervenire anche al recupero della parte finale dell'edificio sede della scuola di teatro e del museo etnico. Un completamento doveroso e che sarà molto utile anche ai fini dell'espansione delle iniziative culturali. Peraltro anche quella parte dell'edificio, un tempo carraia, ha bisogno di interventi di manutenzione non più dilazionabili. Insomma: c'è bisogno di un progetto di recupero che definisca tempi, modi di finanziamento ed esecuzione. Lavoro per gli amministratori. I quali devono anche risolvere il tema dell'"osteria", posto definito a suo tempo per gastronomia di livello, ma che ha dimostrato negli anni l'estrema fallibilità dell'obiettivo. Non sarebbe il caso di cambiare destinazione all'osteria? Magari puntando a qualcosa di più fruibile per quanti frequentano la Cinquantina? Manca un caffè, un ritrovo per pasti leggeri, un luogo dove leggere, dove potersi intrattenere dopo o prima delle ore di lezione nei vari corsi musicali e teatrali di pomeriggio e di sera. E poi quante volte è capitato nelle varie assemblee della sede dei convegni di avvertire della mancanza di una bibita, di un caffè o di un thè. Dunque la proposta: incontro di quanti operano nelle attività della Cinquantina col sindaco, con gli amministratori, per un confronto di idee e di iniziative. Incontro prima dell'estate onde verificare ciò che si può fare subito e ciò che è progettabile a medio termine.
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