Il Tirreno

Stalking con lo spray urticante

Alessandro De Gregorio
Stalking con lo spray urticante

Atti persecutori: primo processo nei confronti di una donna

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CECINA. Stando alle accuse era arrivata a spruzzare in faccia alla nuova fidanzata dell'ex coniuge (e ai genitori di lei) uno spray urticante anti-aggressione. Dopo mesi di telefonate, sms minacciosi e danneggiamenti all'auto di quello che una volta era il marito. Ora è finita sotto processo in base a una serie di articoli del codice penale. E cioè gli articoli 582 e 585 (lesioni personali aggravate), 594 (ingiurie), 612 (minacce), 614 (violazione di domicilio). E il 612 bis: atti persecutori, stalking.  Un reato introdotto pensando soprattutto alle donne che ne sono vittime ma che al tribunale di Cecina vede sul banco degli imputati, per la prima volta, proprio una donna: Alessandra Leoncini, 44 anni, livornese residente a Rosignano.  La donna è accusata in sostanza di aver reso impossibile la vita dell'ex marito Francesco Vagelli, 45 anni, e della sua nuova compagna originaria di Firenze.  Tutti e quattro si sono costituiti parte civile. Vagelli e la compagna sono tutelati dall'avvocato Giovanni Marconi, i suoceri dall'avvocato Leonardo Miniati. L'imputata è difesa dall'avvocato Marco Pellegrini.  Ieri in tribunale a Cecina davanti al giudice Elsa Iadaresta (pubblico ministero Flavio Tenerani) è stato incardinato il processo, subito smistato e rinviato a luglio quando comincerà il dibattimento.  Tra i due ex coniugi i problemi erano cominciati subito dopo che (nell'estate 2007) lui aveva chiesto e ottenuto la separazione legale. La Leoncini, che già all'epoca non si era rassegnata alla fine del matrimonio, avrebbe alzato il tiro dopo essere venuta a sapere che il proprio ex aveva avviato una relazione con la fiorentina.  Vagelli alla fine si era rivolto ai carabinieri raccontando di aver ricevuto telefonate giorno e notte, migliaia di sms, di aver subìto danneggiamenti alla propria auto e alla serratura della porta di casa. Tutti fatti per i quali è pendente un altro giudizio nei confronti della Leoncini.  Quello avviato ieri riguarda invece episodi successivi e in particolare uno, che sarebbe avvenuto il 15 maggio 2009. Cioè due mesi dopo che Vagelli si era recato per la prima volta dai carabinieri per denunciare l'ex moglie.  Nel capo di imputazione infatti si legge che la Leoncini è imputata per la sfilza di reati di cui abbiamo detto perché «reiterando analoghi comportamenti già posti in essere e per i quali è imputata» in un altro procedimento pendente, «inviava al coniuge separato messaggi sms accusandolo di appropriarsi della propria corrispondenza e invitandolo a procedere al pagamento di una bolletta relativa al consumo dell'acqua».  Poi, si legge ancora nel capo di imputazione, la donna «si presentava presso l'abitazione dove vivevano il Vagelli e la sua attuale compagna cercando di accedere all'interno della proprietà spingendo il cancello, che però non si apriva, minacciando e offendendo l'onore e il decoro delle persone presenti». E qui ci sono frasi irriferibili.  A questo punto, sempre secondo le accuse, la donna aveva estratto dalla borsa una bomboletta spray antiaggressione spruzzandone il contenuto verso gli occhi della fiorentina e dei suoi genitori.  I tre poi si erano fatti medicare al pronto soccorso e avevano prodotto certificati di 8 giorni (la fidanzata) e 6 giorni (i genitori).

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