Sicurezza
Stacca la corrente, finisce nei guai
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Il giudice Elsa Iadaresta Il reato: esercizio arbitrario delle proprie ragioni
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CECINA. Esercizio arbitrario delle proprie ragioni: Paolo Manganiello è trova sotto processo per aver tolto la luce alle ragazze che occupavano l'alloggio di sua proprietà. «Io dovevo partire e avevo staccato la corrente, quelle mica dovevano abitarci là sotto» si difende lui. La vicenda è cominciata con un paio di denunce reciproche ed è finita in un'aula giudiziaria, con lui nella veste di imputato. Le tre ragazze (Camassa Geni, Zeudjka Boccaletti e Daniela Pardini) si sono costituite parte civile. Manganiello, difeso dall'avvocato Franco Balestrieri, non perde un'udienza. A quella di ieri sono stati sentiti alcuni testimoni. Siamo nel novembre 2007, in località La Valle a Rosignano. La sera del 7 le ragazze chiamano perché qualcuno ha rotto i vetri della loro camera. Ai carabinieri dicono di sospettare del padrone di casa, Manganiello, che le ha già lasciate al buio «perché vuole farci sloggiare». Il 9 i carabinieri tornano su richiesta dello stesso Manganiello, che la mattina è andato in caserma a firmare un esposto contro quelle ragazze: «Io ho affittato quel sottoscala perché avevano detto che doevano tenerci i cani, invece ci abitano loro e hanno arredato tutto». Al banco dei testimoni ieri per primo è stato sentito il carabiniere Gianpaolo Maracci, che su domanda del pm Flavio Tenerani ha confermato come quell'alloggio fosse arredato: «In cucina c'erano elettrodomestici, pentole e una tv, in camera un letto e un armadio. Le ragazze mi dissero che vi abitavano dal 2004 e pagavano l'affitto». Dopo di lui il carabiniere Claudio Iannielli: «Le inquiline dissero di essersi già rivolte alla guardia di finanza per la questione dell'elettricità». Quindi è stata la volta di Rosario Ferrara, del commissariato di Rosignano: «Non ricordo il giorno in cui andammo a fare un sopralluogo ma ricordo che non c'era la luce, rintracciammo il proprietario e la facemmo riattivare». L'udienza è stata sospesa. Il giudice Elsa Iadaresta ha riconvocato le parti il 20 maggio per sentire un ultimo teste e per la discussione finale. A.d.G.
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