Il dolore
Cadde alla Rsa e morì: c'è la perizia
Alessandro De Gregorio
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Il pm Antonella Tenerani Depositati i risultati dell'autopsia, indagini verso la chiusura
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CECINA. Ci sono voluti sei mesi e una mezza dozzina di proroghe, ma alla fine la consulenza tecnica è pronta. Da alcuni giorni, dal 10 per l'esattezza, le conclusioni del medico legale David Forni sulla morte di Emma Zanganelli (87 anni) sono sul tavolo del sostituto procuratore Antonella Tenerani. Il magistrato le sta esaminando e presto potrebbe chiudere le indagini. In base a quel rapporto il pm deciderà se chiedere il rinvio a giudizio oppure l'archiviazione nei confronti delle due indagate per omicidio colposo: Silvia Fancelli, direttrice della Residenza sanitaria assistita di via Montanara, e Margorzata Klosowska, l'infermiera di turno il 5 luglio dello scorso anno, il giorno in cui la Zanganelli cadde alla Rsa e si ferì. Ci sono volute dunque diverse proroghe chieste mese dopo mese dal 31 luglio, giorno dell'autopsia, in poi. Il dottor Forni ha voluto comparare col massimo scrupolo i dati raccolti durante l'esame autoptico e i risultati degli altri accertamenti (particolarmente approfonditi quelli al cranio) con le cartelle cliniche della donna, in modo da stabilire o escludere il nesso di causalità tra la caduta e la morte. Morte che avvenne 23 giorni dopo. Su quel nesso si gioca il destino delle due indagate. Ma per molti versi anche sul ricovero tardivo. Ricapitoliamo: la signora Zanganelli da sei anni era ospite della Rsa di via Montanara, la struttura sanitaria dell'Asl gestita dalla Cardinale Maffi. Soffriva di alzheimer e da tempo non riusciva a camminare. Cadde dal letto il pomeriggio del 5 luglio ma fu ricoverata all'ospedale la sera del 7. A quanto pare fu il medico di famiglia, il dottor Carlo Barsotti, a chiederne il ricovero urgente dopo essere passato a salutarla e aver notato un grosso livido sulla parte sinistra del volto e del collo. All'ospedale gli esami avrebbero poi accertato anche la frattura della clavicola sinistra e un'emorragia cerebrale. Trasferita in medicina, la donna andò in coma e il 28 luglio morì. La figlia Miria Lucchesi e il suo compagno Claudio Giannelli presentarono una denuncia ai carabinieri attraverso l'avvocato Cristiano Spadoni. Avvocato che ora ha depositato istanza per avere accesso alla consulenza.
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