Il Tirreno

Campi e palestre, no ai rincari

Mario Moscadelli

La Consulta contesta la manovra sugli affitti annunciata dal Comune

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 ROSIGNANO. No all'aumento degli affitti per l'uso degli impianti sportivi, almeno fino al prossimo luglio. Questo il messaggio che la Consulta dello sport manda all'amministrazione: un messaggio dove si esprime contrarietà ai ritocchi in rialzo annunciati dall'assessore Simoncini.  Il no agli aumenti della Consulta, organismo a sostegno delle associazioni sportive presenti sul territorio, si fonda su due elementi: che attualmente molti impianti non rispondono alle esigenze delle società sportive, ma soprattutto che andare a caricare adesso le associazioni di nuove spese significherebbe metterne a rischio il futuro. «Siamo freschi - spiegano Massimo Garzelli e Riccardo Nannetti, rispettivamente presidente e vicepresidente della Consulta - di un censimento delle realtà sportive di Rosignano, dove emerge un dato che non può essere sottovalutato. Il dato è che sul territorio abbiamo ben 71 associazioni attive. Di queste, 49 hanno risposto al nostro censimento, da cui emerge che sono ben 8mila gli atleti tesserati. Dunque, considerando quelle che non hanno fornito i dati e i cittadini che praticano sport per conto proprio, ecco che si arriva a sfiorare il 20% della popolazione». Insomma, secondo la Consulta un cittadino rosignanese su cinque pratica sport. «Questa premessa - dice Garzelli - per far capire che è arrivato il momento di mettere lo sport in cima ai pensieri dell'amministrazione comunale: è ora che si pensi allo sport più che alla cultura. Ed è per questo che chiediamo e chiederemo con forza lo stop a qualsiasi aumento fino al prossimo 31 luglio».  La Consulta è consapevole che le associazioni dovranno comunque farsi carico di nuove spese (come le utenze perché previsto da una normativa nazionale), «ma occorre un percorso partecipato e condiviso con le associazioni. Lo sport finora si è retto in piedi da solo, ma con l'aumento delle spese e il possibile blocco dei contributi questo meccanismo rischia il black-out. E il Comune non può permettersi di perdere l'enorme funzione anche sociale che lo sport ricopre a Rosignano».  Poi c'è il problema degli impianti. «Alcuni sono da migliorare - continua Garzelli - altri sono da progettare insieme a privati. Ci sono progetti, vedi il centro sportivo al Lillatro, che possono decollare, ma il Comune deve aprirsi all'esterno. Così come per altre esigenze, vedi piscina e pista da motocross. Inoltre, occorre investire meglio: la palestra a Castelnuovo rischia di diventare una cattedrale nel deserto. In questo senso rivendichiamo un maggiore coinvolgimento della Consulta: non per presunzione, ma perché abbiamo il polso della situazione».

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