Proteste
Tagli Atl, trenta operai in rivolta
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Proteste anche a cecina per i tagli alle corse dellAtl Il gruppo protesta per tre corse sparite e va in Comune
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CECINA. La crisi, coi suoi effetti a mitraglia, finisce per colpire un sempre più folto numero di persone. È di questi giorni la discussione sulla situazione creatasi in seguito ai tagli decisi dall'Atl. Una trentina di operai di Cecina e zone immediatamente limitrofe si è vista cancellare corse di bus coi quali si raggiungeva il posto di lavoro nella zona industriale di Livorno: alle ex Spica e Motofides, fabbriche verso le quali vent'anni fa non bastavano due pulman per permettere ai lavoratori di fare il viaggio seduti. Ora le corse delle 4,40, 12,40 e 20 sono sparite; in ognuna partivano due mezzi, uno che raggiungeva il capoluogo passando dalla via Aurelia e l'altro dall'Emilia. Sparite anche quelle del ritorno (la prima alle 14,15, quella del 6-2, le altre alla fine dei restanti turni, 2-10 e 10-6) che raccoglievano gli operai per riportarli a Cecina. Questi ultimi per partecipare il loro grave disagio e chiederne il ripristino hanno scritto al sindaco e all'assessore ai trasporti di Livorno, hanno chiamato il numero verde istituito dalla Provincia per segnalare eventuali problemi nella rete dei trasporti ma finora non hanno avuto risposta. L'aspettavano per mostrare la loro disponibilità a trovare insieme soluzioni, magari eliminando uno dei due mezzi. Ignazio D'Avola, cecinese, ci ha fatto presente la grave situazione rilevando come sia costretto a partire in treno alle 4,40 e una volta a Livorno recarsi al lavoro a piedi; ieri è andato in Comune a Cecina e si è sentito dire che l'Amministrazione di queste corse eliminate non sapeva niente. Ora, come gli altri operai, spera in un aiuto, nella risoluzione del problema. Ma «chi ha deciso questi tagli - dice - si dovrebbe vergognare».
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