Proteste
Rigassificatore, è scontro tra i comitati
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Baldeschi Ceccanti contro il ricorso al Tar, gli arancioni vanno avanti
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ROSIGNANO. È scontro tra i comitati che si interessano del rigassificatore di Rosignano. Ad alimentare la miccia della discordia l'annuncio del ricorso al Tar da parte degli arancioni. Comitato contro la disoccupazione. «La conseguenze di quel ricorso potrebbero ritorcersi contro i lavoratori». È questo il pensiero di Claudio Ceccanti, portavoce del Comitato contro la disoccupazione giovanile. «Siamo sconcertati per una simile decisione - dice Cecanti - che probabilmente incorrerà in un parere negativo, considerando la risposta già ottenuta dal ministero dell'ambiente. La conseguenza del ricorso, oltre a ritardare l'attuazione del progetto, sarà anche quella di ritardare il risollevamento del livello occupazionale del nostro comune. Ci chiediamo come possa Giacomo Luppichini, che è stato un membro importante del partito che ha governato il Comune per moltissimi anni, il quale ha fatto scelte importanti e coraggiose per il territorio, oggi ostinarsi in un percorso così integralista». Ceccanti, vista la situazione di crisi del terrritorio «chiediamo che, immediatamente, si aprano tavoli di concertazione tra organi istituzionali, sindacati e proponenti degli investimenti per arrivare, nei prossimi mesi, se possibile settimane, ad un accordo che porti all'inizio dei lavori». Arancioni. Intanto Mario Baldeschi, degli arancioni, spiega i dettagli del ricorso. «Il ricorso al Tar - dice Baldeschi - verrà presentato dal Wwf e dovrà essere garantito economicamente dai cittadini e associazioni aderenti. Nel caso di vittoria al ricorso, si presenterà la necessità comunque di presentarne un altro verso la eventuale autorizzazione rilasciata dalla Conferenza dei servizi Stato-Regione». Baldeschi prosegue. «La necessità di rivolgersi prima al Tar piuttosto che agire contro l'autorizzazione, una volta rilasciata, sta nel fatto che tutti i rilievi che verrebbero sollevati in fase di ricorso al Tar, passerebbero in secondo piano se non addirittura nemmeno presi in considerazione in questa istanza. Da ciò la scelta di seguire la strada del Tar». Ma c'è il problema dei costi. «Per il ricorso al Tar occorrono 15mila euro (la presentazione al Tar del Lazio necessita di un supporto legale anche a Roma), per il secondo ricorso ed eventuali rivalse concesse ai contro-ricorrenti (Ministero-Edison, Solvay....) altrettanti, per un totale di 30mila euro. Una cifra importante che richiederà uno sforzo da parte di cittadini e operatori economici. È per questo che siamo a richiedere uno sforzo da parte di tutti nell'interesse di tutti e di questo territorio».
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