Il Tirreno

In pensione dopo una vita passata sui binari

Barani al centro con gli amici alla festa per la pensione
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Barani al centro con gli amici alla festa per la pensione

Il capostazione Barani saluta gli amici e regala un volumetto di storie e aneddoti

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 CECINA. Ha alzato per l'ultima volta la paletta, ha sentito il fischio e visto partire il treno dall'ultima stazione di servizio. Anche per Enico Barani è arrivato il momento di lasciare il lavoro per godersi la pensione. Quarant'anni alle dipendenze delle Ferrovie, "una vita passata sui binari" come recita il titolo dell'opuscolo, ricco di episodi, detti, motti e vecchie foto, che Enico ha donato al cospicuo gruppo di colleghi e amici intervenuti alla conviviale al ristorante "Da Mirko", a Marina (c'era anche Massimo Antichi da Vergaio, cabarettista amico di Benigni). Un percorso cominciato sulla vecchia tratta Cecina-Vada-Pisa, alla stazione di Orciano come sostituto degli incaricati nelle fermate "sclassificate" di Castellina Marittima, Santa Luce e Vicarello, per divenire poi incaricato titolare della fermata di Castellina, successivamente tecnico di stazione a Cecina fino a capostazione a Castagneto Carducci, Bolgheri, Rosignano, Cecina, infine a Calambrone di Livorno. Tra l'altro Barani è stato l'ultimo capo superiore di Cecina prima del suo declassamento avvenuto nel 2003. Persona gioviale e arguta, di grande compagnia, ha dato il suo contributo nel sindacato e della Targa Cecina.  Dal volumetto scritto, traspare chiaramente il carattere di Enico Barani; contiene infatti sonetti rielaborati in vernacolo, proverbi e massime comuni nelle nostre zone, ma si conclude con Dante Alighieri: con l'ammonimento a tutti che "...fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtù e conoscenza". P.Ma.

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