Il Tirreno

Via anche Del Forno, in tribunale si teme un depotenziamento

Alessandro De Gregorio
Via anche Del Forno, in tribunale si teme un depotenziamento

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Un tribunale modello, capace di sfornare sentenze a tempo record. Che fino a poco tempo fa vantava una coppia di giudici (poi diventati tre) tra i migliori in circolazione e spegneva con la forza dei numeri le voci di tagli e accorpamenti. Voci puntualmente rilanciate a ogni occasione, tipo l'inaugurazione dell'anno giudiziario.  Ora le cose stanno cambiando. Se in meglio o in peggio, è presto per dirlo.

Fatto sta che a settembre se ne è andato il giudice Ottavio Mosti, trasferitosi al tribunale di Agrigento. Antonio Del Forno, il suo «gemello», aveva sempre confidato agli amici che, partito Mosti, se ne sarebbe andato pure lui. Lo farà tra pochissimo. Andrà poco lontano, a Livorno, ma all'ufficio dei gip, i giudici delle indagini preliminari. Non è ufficiale, ma quasi.  Già da marzo Del Forno non sarà più a Cecina: dovrà concludere una serie di processi al collegiale insieme allo stesso Mosti (applicato appunto a Livorno, temporaneamente, dal Consiglio superiore della magistratura per assolvere a questo compito). Dopodiché ci sarà una ridistribuzione generale degli incarichi, una nuova mappa giudiziaria su scala provinciale. Il rimpasto è già iniziato con la partenza di Mosti e il recente passaggio di Rinaldo Merani alla Corte di appello di Firenze. Al posto di Merani, dal primo gennaio il nuovo capo dei gip è Beatrice Dani, che coordina il lavoro di Antonio Pirato, Gianmarco Marinai, e Paola Caporali. Un pool provvisorio: oltre a Del Forno, pare che sia destinato all'ufficio gip anche Giovanni Zucconi.  Dani e Zucconi dunque via dal collegiale e dalla sezione piombinese. A Piombino al momento resta la Lombardi affiancata da un got, un giudice onorario di tribunale. Mancano uno o due togati per consentire le rotazioni. A Portoferraio dovrebbe restare Iadaresta, ancora sostituita dalla Lombardi nei casi in cui l'ex gip transitata al dibattimentale non può decidere per incompatibilità.  E a Cecina? Via Mosti, via Del Forno, al momento nel penale lavorano Iadaresta più l'avvocato Chiara Nardi, un got assegnato in sostituzione di Mosti. E Del Forno, ma ancora per poco. Si vocifera che, a regime, Iadaresta verrà affiancata da Carlo Cardi o da Marina Cirese. Sono i nomi più gettonati. Entrambi sono attualmente al civile, Cardi ha svolto anche funzioni di pubblico ministero. 

Cardi e Cirese (stavolta insieme) dovrebbero affiancare Iadaresta anche al collegiale di Livorno. Al monocratico livornese, infine, si sa solo dovrebbe restare la Lombardi.  Comunque vada, a Cecina scoppia la coppia di giudici che aveva portato il tempo medio di una sentenza da due anni a sette mesi. E si teme che sia il preludio a un depotenziamento. Non ci sono ancora dati sufficienti per un'analisi ma che i tempi si siano allungati se ne sono accorti tutti quelli che operano tra gli uffici di via Landi. Il ritmo insomma è calato. E non è un buon segnale.

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di Redazione web