Sicurezza
«Non ho coperto nessuno e in 28 anni di servizio non ho mai sgarrato»
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Edina Regoli2 MINUTI DI LETTURA
«Io non ho coperto nessuno. È 28 anni che lavoro per il Comune e sono sicura di non avere mai commesso nessun reato». Questa la difesa di Edina Regoli, dipendente del Comune di Rosignano e direttrice del museo archeologico, indagata in concorso con Riccardo Del Ghianda - anche lui dipendente comunale al museo di Palazzo Bombardieri - per truffa ai danni dello Stato e peculato d'uso in relazione ad alcune autovetture comunali. Una Punto, ma soprattutto una Fiat Ducato che Del Ghianda utilizzava per servizio.
«Non ho ancora scelto l'avvocato che dovrà difendermi - continua Regoli - ma sono sicura di avere tutti gli strumenti per dimostrare che sono completamente estranea ai fatti contestati». Da quanto siamo riusciti ad apprendere, l'accusa nei confronti di Regoli è di avere coperto Del Ghianda nell'utilizzo personale dei mezzi del Comune. «Io non lo so se Riccardo si è fermato a prendere un caffè o a comprare il giornale mentre svolgeva un servizio: non mi sono mai posto questo problema. E vi spiego perché: quando è salito sul Ducato ha poi sempre portato a termine il lavoro regolarmente». Regoli aggiunge. «Il nostro lavoro al museo è particolare: ci porta spesso a prestare servizio fuori sede, come ad esempio al sito di San Gaetano o per le varie attività didattiche che portiamo avanti. Insomma, sono frequenti i nostri spostamenti all'esterno dell' ufficio». Regoli, intanto, ha chiarito la sua posizione con il sindaco Franchi: «Nessuno mi ha chiesto di farlo, ma ho ritenuto giusto spiegare la mia versione dei fatti a Franchi»
«Non ho ancora scelto l'avvocato che dovrà difendermi - continua Regoli - ma sono sicura di avere tutti gli strumenti per dimostrare che sono completamente estranea ai fatti contestati». Da quanto siamo riusciti ad apprendere, l'accusa nei confronti di Regoli è di avere coperto Del Ghianda nell'utilizzo personale dei mezzi del Comune. «Io non lo so se Riccardo si è fermato a prendere un caffè o a comprare il giornale mentre svolgeva un servizio: non mi sono mai posto questo problema. E vi spiego perché: quando è salito sul Ducato ha poi sempre portato a termine il lavoro regolarmente». Regoli aggiunge. «Il nostro lavoro al museo è particolare: ci porta spesso a prestare servizio fuori sede, come ad esempio al sito di San Gaetano o per le varie attività didattiche che portiamo avanti. Insomma, sono frequenti i nostri spostamenti all'esterno dell' ufficio». Regoli, intanto, ha chiarito la sua posizione con il sindaco Franchi: «Nessuno mi ha chiesto di farlo, ma ho ritenuto giusto spiegare la mia versione dei fatti a Franchi»
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