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Tar, arancioni a caccia di fondi

Tar, arancioni a caccia di fondi

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ROSIGNANO. Il ricorso al Tar degli arancioni contro il decreto di Via al rigassificatore ora dipende tutto dall'aspetto economico. Ovvero, dalla raccolta dei fondi necessari per coprire le spese legali. Sì, perché per portare avanti una battaglia del genere servono dalle 15 alle 30mila euro. Una cifra importante, che è stata argomentata e valutata nell'assemblea di ieri nell'auditorium di piazza del Mercato. Riunione indetta per aggiornare tutti i simpatizzanti del comitato sulla volontà di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale. «Una volontà - spiega Mario Baldeschi, del comitato contro il rigassificatore - che però deve essere sostenuta da un impegno economico non da poco. Servono come minimo 15mila euro, ma per andare avanti e fronteggiare eventuali intoppi ne servono almeno il doppio».  La raccolta dei fondi è già partita e ci sarebbero le prime adesioni. Con in testa il Wwf «che sarebbe l'intestatario del ricorso al Tar. Ma anche le associazioni di categoria contrarie alla realizzazione del terminal gas si sono dichiarate pronte a sostenere la causa».  Ma il tempo a disposizione per rivolgersi al Tar sta per scadere. Il ricorso, che quasi sicuramente sarà affidato all'avvocato Claudio Tamburini (lo stesso che ha assistito gli ambientalisti nella battaglia contro Solvay e Atisale sull'estrazione di salgemma), deve essere depositato entro il prossimo 11 febbraio.

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