Attenzione
Assenteismo, i carabinieri in Comune
Alessandro De Gregorio
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La sede del Comune in via del Castello, a destra una pattuglia di carabinieriBlitz negli uffici del settore cultura: acquisiti documenti, due indagati
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ROSIGNANO. L'hanno seguito per mesi. Secondo i carabinieri quell'impiegato timbrava ma se ne andava in giro per fatti propri su un'auto del Comune. E il suo capo lo copriva. Li hanno indagati tutti e due. Si tratta di Edina Regoli e Riccardo Del Ghianda, dipendenti del settore cultura. La prima è anche direttrice del museo archeologico di Palazzo Bombardieri; il secondo è dipendente dello stesso museo. Risultano indagati in concorso per truffa ai danni dello stato e peculato d'uso in relazione ad alcune autovetture comunali. Una Punto, ma soprattutto un Fiat Ducato che Del Ghianda utilizzava per servizio. Incaricati dal sostituto procuratore Gianfranco Petralia, che ha aperto un fascicolo nei loro confronti, i carabinieri martedì mattina hanno fatto una visita a sorpresa in via del Castello negli uffici diretti da Vincenzo Brogi. «Giornataccia», scriverà quella sera Brogi sul proprio profilo Facebook, senza aggiungere altro. Anche ieri, contattato dopo che abbiamo appreso la notizia, Brogi è stato di poche parole. Ha comunque confermato il blitz dei carabinieri, dicendo che «sono venuti martedì per acquisire documentazione amministrativa. Hanno portato via qualche foglio, una cartelletta con documenti legati alle attività di servizio del personale dipendente. Più di questo non posso dire, c'è un'inchiesta in corso, lo capirete. Non chiedetemi se ci sono indagati». Gli indagati ci sono. Due, come abbiamo detto. Entrambi erano presenti martedì durante la visita degli investigatori. Militari in divisa e in borghese sono stati visti entrare in quegli uffici e uscire dopo un paio di ore, al termine della mattinata. Si tratta di una squadra di polizia giudiziaria della compagnia cecinese, inviata lì dal comandante Pasquale De Corato che si chiude dietro una raffica di no comment. Da quanto siamo riusciti ad apprendere l'indagine è partita la scorsa estate in seguito a un paio di denunce. Una, che riguardava l'uso dei telefonini, sarebbe morta lì. L'altra invece è andata avanti. Ma denunce di chi? C'è chi ipotizza che l'autore possa essere qualcuno del Pd (da cui Del Ghianda era uscito polemicamente per approdare a Rds), che insomma si tratti di una guerra interna tra partiti di sinistra in competizione a Rosignano. O meglio, tra iscritti ai due partiti. Ma sono solo voci. Ovviamente non è stato argomento di cui si sia interessata la Procura. Denunce sul tavolo, il magistrato ne ha parlato con i carabinieri e ha deciso di mettere sotto la lente gli uffici del Castello. In particolare il settore del museo archeologico. Del Ghianda dunque avrebbe timbrato il cartellino irregolarmente. Nel senso che avrebbe usato per propri fini il furgone Ducato con cui eseguiva gli spostamenti da e verso il museo. Come spiega Del Ghianda nel box qui accanto, attorno al museo ruotano tante attività e lui le svolge muovendosi a bordo di quel Ducato. Ma secondo gli investigatori i luoghi da lui visitati non erano affatto compatibili con l'attività di servizio. Vedremo come evolverà l'indagine, che a quanto pare si avvia verso la chiusura. Nel frattempo è allo studio la documentazione acquisita in Comune, quella cartella che contiene orari, presenze dei dipendenti, timbrature e cartellini.
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