Il Tirreno

Arancioni, pronto il ricorso

Da sinistra Baldeschi, Menconi, Luppichini e Ciucchi
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Da sinistra Baldeschi, Menconi, Luppichini e Ciucchi

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ROSIGNANO. Gli arancioni affilano le armi. Dagli incontri con cittadini e istituzioni, infatti, il comitato contro il rigassificatore ha deciso di passare ai fatti. Che tradotto, significa il ricorso al Tar del Lazio contro il decreto di Via firmato lo scorso novembre dal ministero dell'Ambiente e dei Beni culturali. Tuttavia, l'ultima parola se procedere o meno per vie legali spetterà ai sostenitori del comitato, che questo pomeriggio si ritroveranno nella sala di piazza del Mercato, a Solvay.  

Le basi del ricorso.
Subito dopo l'ok ministeriale al Progetto Rosignano, gli arancioni si sono messi in moto per capire se c'erano i presupposti per proporre un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. «Dopo una serie di incontri e attente valutazioni - dice Monica Ciucchi, portavoce degli arancioni - abbiamo capito che c'erano i presupposti per un'azione legale e ci siamo rivolti ad un avvocato per capire come muoverci». Come legale di riferimento è stato preso Claudio Tamburini, lo stesso che ha assistito gli ambientalisti nel ricorso (vinto) sull'estrazione di salgemma contro Solvay e Atisale. Anche ieri una delegazione degli arancioni è stata nello studio del legale a Firenze per definire gli ultimi dettagli. Ma su cosa si dovrebbe basare il ricorso? «Secondo noi - dice Augusto Menconi, tra l'altro ieri a Firenze insieme a Mario Baldeschi - ci sono incongruenze sia procedurali sia di carattere ambientale. Innanzitutto, non ci si doveva limitare alla Via, ma serviva la Vas, ovvero la Valutazione ambientale strategica. Faccio presente che per questo motivo il Tar del Lazio ha accolto il ricorso per il rigassificatore di Porto Empedocle. Inoltre, non si è rispettata la direttiva Seveso, che durante la formazione della Via prevede che sia fatta un'informazione e una consultazione popolare. E poi, nel decreto ministeriale, ci sono delle prescrizioni che secondo noi sono assolutamente vaghe e che non garantiscono la sicurezza dei cittadini. Come quella sulla realizzazione di un tunnel di contenimento sulle condotte criogeniche».  

L'assemblea.
Ma per un ricorso del genere servono tanti soldi, soprattutto se poi si deve fare appello al Consiglio di stato. «È anche per questo motivo - dice Ciucchi - che abbiamo convocato un'assemblea con tutti i nostri sostenitori: vogliamo che questo percorso sia condiviso e sostenuto da tutti. Tuttavia, Wwf e associazioni di categoria avrebbero già dato il loro ok a un contributo finanziario». L'appuntamento è per oggi alle 17,30 nell'auditorium di piazza del Mercato.

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