Il Tirreno

In arrivo migliaia di avvisi nonostante siano pendenti oltre 300 ricorsi

«Non pagate la bonifica»

Uno smottamento in una foto di repertorio
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Uno smottamento in una foto di repertorio

Comitato all'attacco della Comunità montana

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 CECINA. Sono in arrivo migliaia di nuovi avvisi bonari con cui la Comunità montana Alta Val di Cecina invita i cittadini a pagare il contributo di bonifica. Ma il comitato "Noconsorzidibonifica" (www.noconsorzidibonifica.org) invita a non pagare e ad attendere l'esito degli oltre trecento ricorsi depositati alla commissione tributaria di Pisa.  La Comunità montana Alta Val di Cecina ha dunque ripreso nei giorni scorsi a spedire migliaia di avvisi bonari per l'esazione del contributo di bonifica per l'anno 2010 ai cittadini che risiedono nei comuni della Val di Cecina e che sono proprietari di immobili ricompresi all'interno del comprensorio di bonifica numero 29.  Funzioni di bonifica che proprio la Regione ha dato in gestione all'ente con sede in Pomarance, la Comunità montana, le cui sorti sono tuttora incerte.  Pare che tale nuova infornata di avvisi sia dipesa dalla necessità, come più volte contestato dal comitato "Noconsorzidibonifica" di fare cassa, ovvero «di ripianare - scrive il comitato - le esangui risorse economiche dell'ente il quale pare abbia problemi di far quadrare i conti in sede di bilancio».  I sostenitori del comitato ribadiscono che a oggi tali nuovi contributi, come quelli che riguardano le annate 2008 e 2009, «non trovano alcuna giustificazione non avendo la Comunità montana speso alcun centesimo per preservare e mantenere l'assetto idrogeologico del territorio che, a fronte delle recenti copiose piogge, ha manifestato tutta la sua precarietà e fragilità. Molti infatti nella Val di Cecina, da Volterra a Pomarance, e anche nella Bassa Val di Cecina, lungo il fiume, sono stati gli episodi di smottamenti, straripamenti e danneggiamenti alle proprietà proprio in ragione della mancata manutenzione oggi affidata per legge all'ente in questione».  «Nessun concreto rapporto quindi sussiste - continuano i sostenitori del comitato - fra le asserite opere di bonifica e/o idrauliche e la contribuzione richiesta ai cittadini, anche per questi ultimi avvisi relativi all'anno 2010. Invitiamo quindi i cittadini a non pagare il contributo trattandosi di soli avvisi che non hanno effetto esecutivo immediato se non pagati entro i termini indicati».  Questa per il momento l'unica arma bianca per protestare in attesa di conoscere l'esito degli oltre trecento ricorsi depositati alla commissione tributaria di Pisa, e in attesa di giudizio, affidati dal comitato allo studio legale e tributario dell'avvocato Flavio Nuti di Volterra.

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