Sicurezza
Col surf sul terrazzo del Comune: basta indugi sul demanio
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Da sinistra, le Spiagge Bianche il surf sulla terrazza del Comune e Maurizio Coppola3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Col suo wind surf sul terrazzo di palazzo civico per chiedere all'amministrazione comunale un impegno sul fronte delle concessioni demaniali. Maurizio Coppola, ex consigliere comunale dei Verdi e titolare del centro Wind Surf di Vada, ha iniziato lunedì mattina questa coreografica protesta nella Fattoria Arcivescovile, sede municipale. «Sarò qui - dice - ogni seduta del consiglio finché non mi ascolteranno». Il problema è noto.
Recependo la direttiva Bolkenstein dell'Unione Europea il governo ha previsto, anche per le concessioni demaniali, l'asta al rialzo. Significa che, nel giro di pochi anni, chi ha in gestione pezzi di spiaggia dovrà fronteggiare concorrenti, anche di altri Paesi, pronti ad investire risorse per accaparrarsi metri quadrati di lungomare. Si dirà: è il mercato, è la legge della libera concorrenza...E la possibilità fornita a tutti di poter gestire beni pubblici. E su questo non ci piove. «Ma la politica - spiega Coppola - non può arrivare all'ultimo tuffo per affrontare la questione. Oggi chi ha un'attività in concessione non può progettare, non può programmare investimenti perché non ha certezze sul futuro. E' questo che i nostri amministratori devono capire». Da 16 anni Coppola - ambientalista, una laurea in economia, un'esperienza politica in corso - ha in concessione un'area alle Spiagge Bianche attrezzata come scuola di wind surf. La gestisce col suo socio Roberto Valente. «Oggi - dice - ho le mani legate. Non pianto più nemmeno un chiodo se non so quale è il mio futuro». E nella stessa situazione ci sono i tanti balneari, ma anche ambulanti che operano sul nostro lungomare. Prigionieri di un punto interrogativo. «Viviamo una spiaggia - spiega Coppola - che in estate arriva anche a 15mila presenze al giorno dove ci sono due soli servizi igienici e non c'è acqua tranne il tubo che serve il Punto Azzurro. E la notte la spiaggia diventa terra di nessuno perché polizia e carabinieri non hanno mezzi per i controlli, la Forestale non ha la pattuglia notturna. Così il più delle volte siamo io e il mio socio che interveniamo per far spengere i fuochi accesi dai gruppi di ragazzi, magari quando ci sono 20 nidi di ponente».
Spiagge Bianche - fa notare Coppola - in balìa di tutti (venditori abusivi compresi). Tutto ciò non è normale, continua il titolare della scuola di surf. Come non è normale - secondo l'ex consigliere comunale - che questo ampio tratto di spiaggia sia privo di servizi. «Dopo 16 anni di discussioni siamo arrivati alle nuove norme tecniche di attuazione sul demanio. Io ero contrario e non partecipai al voto perché direttamente interessato come concessionario. Ciononostante oggi, quando qualcuno prova a fare qualcosa, finisce che non si fa nulla». «Da ambientalista come sono - aggiunge - sono contrario ai grossi interventi ma credo che sia importante realizzare strutture non invasive dotate di servizi». Insomma, per Coppola quest'amministrazione deve decidersi ad affrontare una volta per tutte la questione del demanio marittimo. E fare delle scelte. «Prima di commissionare un'analisi al S. Anna sui progetti di sviluppo per Rosignano - conclude - bisognerebbe sapere cosa si vuol fare del turismo. Bisognerebbe che chi amministra conoscesse i dati dell'Irpet sul nostro territorio. Nel 2009, da noi, il turismo balneare è cresciuto del 5%, c'è grande richiesta di attività sportive legate al mare e alle spiagge. Ma noi operatori, oggi, abbiamo le mani ingessate».
Recependo la direttiva Bolkenstein dell'Unione Europea il governo ha previsto, anche per le concessioni demaniali, l'asta al rialzo. Significa che, nel giro di pochi anni, chi ha in gestione pezzi di spiaggia dovrà fronteggiare concorrenti, anche di altri Paesi, pronti ad investire risorse per accaparrarsi metri quadrati di lungomare. Si dirà: è il mercato, è la legge della libera concorrenza...E la possibilità fornita a tutti di poter gestire beni pubblici. E su questo non ci piove. «Ma la politica - spiega Coppola - non può arrivare all'ultimo tuffo per affrontare la questione. Oggi chi ha un'attività in concessione non può progettare, non può programmare investimenti perché non ha certezze sul futuro. E' questo che i nostri amministratori devono capire». Da 16 anni Coppola - ambientalista, una laurea in economia, un'esperienza politica in corso - ha in concessione un'area alle Spiagge Bianche attrezzata come scuola di wind surf. La gestisce col suo socio Roberto Valente. «Oggi - dice - ho le mani legate. Non pianto più nemmeno un chiodo se non so quale è il mio futuro». E nella stessa situazione ci sono i tanti balneari, ma anche ambulanti che operano sul nostro lungomare. Prigionieri di un punto interrogativo. «Viviamo una spiaggia - spiega Coppola - che in estate arriva anche a 15mila presenze al giorno dove ci sono due soli servizi igienici e non c'è acqua tranne il tubo che serve il Punto Azzurro. E la notte la spiaggia diventa terra di nessuno perché polizia e carabinieri non hanno mezzi per i controlli, la Forestale non ha la pattuglia notturna. Così il più delle volte siamo io e il mio socio che interveniamo per far spengere i fuochi accesi dai gruppi di ragazzi, magari quando ci sono 20 nidi di ponente».
Spiagge Bianche - fa notare Coppola - in balìa di tutti (venditori abusivi compresi). Tutto ciò non è normale, continua il titolare della scuola di surf. Come non è normale - secondo l'ex consigliere comunale - che questo ampio tratto di spiaggia sia privo di servizi. «Dopo 16 anni di discussioni siamo arrivati alle nuove norme tecniche di attuazione sul demanio. Io ero contrario e non partecipai al voto perché direttamente interessato come concessionario. Ciononostante oggi, quando qualcuno prova a fare qualcosa, finisce che non si fa nulla». «Da ambientalista come sono - aggiunge - sono contrario ai grossi interventi ma credo che sia importante realizzare strutture non invasive dotate di servizi». Insomma, per Coppola quest'amministrazione deve decidersi ad affrontare una volta per tutte la questione del demanio marittimo. E fare delle scelte. «Prima di commissionare un'analisi al S. Anna sui progetti di sviluppo per Rosignano - conclude - bisognerebbe sapere cosa si vuol fare del turismo. Bisognerebbe che chi amministra conoscesse i dati dell'Irpet sul nostro territorio. Nel 2009, da noi, il turismo balneare è cresciuto del 5%, c'è grande richiesta di attività sportive legate al mare e alle spiagge. Ma noi operatori, oggi, abbiamo le mani ingessate».
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