Finanza
Casoni, si parte con il restauro
Angelo Mengozzi
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Uno dei Casoni Da lunedì iniziati i lavori: saranno realizzati 12 appartamenti
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VADA. Lunedì scorso la ditta edile Bertini di Rosignano Solvay ha raggiunto Vada trasportando materiale da costruzione che ha piazzato all'interno della recinzione di protezione dell'edificio. Una recinzione sistemata proprio all'ingresso del paese dove si trova il vecchio Casone sull'Aurelia che dovrà essere ristrutturato. L'obiettivo è quello di ricavare 12 appartamenti. La ditta edile Bertini lavorerà in sub appalto per una impresa di Signa che si è aggiudicata il bando di concorso indetto dal comune di Rosignano per l'acquisto degli edifici. L'apertura di questo cantiere ha reso felici i vadesi, anche perché la storia di questi due vecchi immobili si trascina da troppi anni. E per chi vive a Vada lo stato di degrado in cui versavano gli edifici ha da sempre rappresentato per i residenti una cattiva immagine della cittadina balneare. Una frazione che da sempre vede coinvolti cittadini ed associazioni in iniziative che puntano a dar lustro alla sua costa e al suo mare. Negli anni passati più volte il Consiglio di Frazione aveva protestato insieme alla Pro loco per i ritardi nel mettere in sicurezza i due edifici che, con il tempo, erano diventati due ruderi. Correva l'anno 1982 quando la proprietaria della fattoria Il Pino, signora Graziani, dette mandato all'ingegner Giuliano Pelosini di Vada di dare il via ad un grosso piano di appresellamento di due settori della propria proprietà a nord di Vada. Tutto fu approvato in breve tempo. I due appezzamenti di terreno appresellati comprendevano anche due ottocenteschi edifici fatti costruire dal granduca di Toscana ai lati dell'aurelia. Essi avevano la funzione di sosta e di pagamento della famosa "gabella di transito". Successivamente i due edifici furono adibiti ad uso della proprietà della fattoria Il Pino che modificò il suo status in civile abitazione e da allora vi abitarono ben 10 famiglie, tutte dipendenti della fattoria. Gli edifici in questione furono abitati fino agli anni '60. Durante la realizzazione degli edifici di questo piano edilizio, la proprietà Graziani cedette per poche lire i due edifici al comune di Rosignano Marittimo. Il comune inizialmente cercò una propria ristrutturazione e successivamente decise di mettere all'incanto i due casoni. Pochi furono i pretendenti per questi due edifici che dovevano sottostare alle regole dell'ufficio delle belle arti essendo ottocenteschi. In definitiva ci sono voluti quasi 30 anni per iniziare i lavori della cosiddetta porta d'ingresso di Vada. Speriamo almeno che i lavori di ristrutturazione non durino così a ungo.
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