Il Tirreno

Urbanistica, addio vecchie norme

Andrea Rocchi
Veduta panoramica di Rosignano Solvay con la fabbrica
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Veduta panoramica di Rosignano Solvay con la fabbrica

Il Comune si affida agli economisti del S. Anna per riprogettare lo sviluppo

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 ROSIGNANO. Rosignano disegna il suo futuro e si affida agli economisti del S. Anna. Non in qualità di consulenti - lo specifica subito il professor Nicola Bellini, docente di economia d'impresa, membro dell'Irpet e coordinatore del progetto. Ma come ricercatori in grado di fornire un «quadro strategico di lettura» dello sviluppo di un Comune di oltre 30mila abitanti.  Perché Rosignano? «Perché è una piccola Italia in miniatura» aveva detto alcuni giorni fa l'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson nell'incontro col sindaco Franchi e l'assessore Pia. «Perché Rosignano è un centrato di problemi ed opportunità straordinario», chiosa oggi Bellini nelle sue conclusioni in consiglio, una seduta interamente dedicata alla presentazione di questo studio. Si tratta di una ricerca che durerà 7 mesi, che costerà alle casse comunali 44mila euro e che si è attirata le critiche, non certo velate, di una parte di opposizione (Sinistra in testa) che ne ha contestato non lo sostanza del progetto ma i tempi in cui è maturata e - leggi Nerina Monti (Sel) - il fatto che l'indagine sia stata sottaciuta da palazzo civico (accusa respinta dalla maggioranza).  A parte quest'appendice, ieri mattina il prof. Bellini con la sua equipe era in aula consiliare per illustrare approccio, metodo e fasi di una ricerca che coinvolgerà cittadini, associazioni, imprese, opinion maker e sulla quale l'amministrazione comunale di Rosignano punta molto per orientare le prossime scelte in termini di programmazione economica e urbanistica del territorio. Perché non è un mistero che questa giunta sta avviando una profonda revisione del piano strutturale, datato ormai da 12 anni e del regolamento urbanistico. Perché c'è da capire, dopo l'idea dello sviluppo multipolare coltivata nell'era Simoncini fino ad oggi, su cosa Rosignano deve investire energie e risorse per crescere nei prossimi anni.  La ricerca del S. Anna. I ricercatori del Main (Managment & Innovazione) dell'istituto S. Anna di Pisa lavoreranno sperimentando modalità di analisi definite action research, ovvero ricerca che comprende l'azione secondo un approccio che prevede due politiche: una che analizza i fattori di competitività esistenti; una, più creativa, che punta a scoprire le opportunità di diversificazione della struttura attuale. In sostanza - come ha detto Bellini - sarà fatta una mappatura dei soggetti e delle loro relazioni, saranno utilizzate le informazioni e i dati finali, quindi supportate da tecniche tipo focus group fino all'identificazione di ipotesi progettuali capaci di innescare «ricette vincenti» per il territorio. Il report finale sarà illustrato in un convegno.  Addio sviluppo multipolare. Il dibattito in aula ha toccato alcuni aspetti che - per i consiglieri - devono essere imprescindibili in questa analisi. Così per Franconi (Sinistra per Rosignano) lo studio deve contribuire non soltanto «ad accrescere ricchezza, ma soprattutto a distribuirla meglio» secondo il principio di «socializzazione dell'economia». Luparini (Pdl) lo approva ma contesta il fatto che negli ultimi 16 anni «tanti studi si sono fatti, ma tutti i propositi sono rimasti al palo». Per De Bari (Il Cambio) quel che è sempre mancato a questa amministrazione «è un quadro strategico di riferimento». «Ben venga lo studio - ha detto De Bari - se ci dà strumenti conoscitivi perché noi abbiamo bisogno di provocazioni». Ed a proposito della «classe creativa» a cui faceva riferimento il prof. Bellini nell'approccio di studio, De Bari glissa: «Purtroppo la nostra classe creativa - se esiste - è di una debolezza sconfortante».  L'impressione che il concetto di sviluppo multipolare - secondo cui soda e bicarbonato possano convivere con agriturismi, yacht, negozi e green economy - sia riposto in cantina, è tangibile. E se per De Bari la multipolarità è sinonimo di «non scelta» per effetto di «veti incrociati» per altri (anche nel Pd) è un concetto superato dai tempi. Fornai, capogruppo Pd, rivendica la necessità da tutti condivisa di «un percorso conoscitivo sulle prospettive del territorio», mentre Bianchi (Pd) sottolinea l'esigenza di modelli che collochino «l'ideale nel reale». C'è poi chi, come Porciani (Rds), chiede al S. Anna perché proprio Rosignano per questo studio e Di Quattro (Pdl) invita l'equipe del S. Anna a non perdere di vista il ruolo che, a Rosignano, possono esercitare le piccole imprese. Sono poi intervenuti anche Lancioni (Idv), Belloni (Pd), Zucchelli (Pd), Tani (Pdl).  Rischio opzione zero. La ricerca parte tardi? «Non lo so - dice il prof. Bellini - ma l'importante è che parta». Nel rivendicare l'assoluta libertà di analisi, il ricercatore fornisce anche alcuni chiavi. Si è perso troppo tempo a discutere di rigassificatore sì o no senza proporre progetti, proposte, vedute diverse? Può essere.  La fabbrica? «Discutiamo della sua presenza sul territorio prima che sia troppo tardi, perché un'opzione zero effettivamente può esserci», in riferimento all'ipotesi di una smobilitazione dela chimica da Rosignano. E sulle conclusioni: «Evitare traumi? Sì, ma non eviteremo le scelte».  Franchi, a proposito, una sua idea ce l'ha già: pensa al ruolo trainante che possono esercitare alcune piccole e medie imprese hi-tech delle Morelline.  Un «modello anche per la Regione», dice. Ma aspetterà i sette mesi del progetto per avere in mano la bussola che indica il nord della reindustrializzazione e dello sviluppo di una città, pur sempre, ad un bivio.

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