Il Tirreno

Con la famiglia occupa una casa

L’appartamento (quello con la finestra aperta) di via Montanara
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L’appartamento (quello con la finestra aperta) di via Montanara

«Siamo sotto sfratto e prima di andarmene da qui mi do fuoco»

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 CECINA. Senza casa, senza lavoro, tre figli da tirar su. E alle spalle una storia di carcere e di disagio. Un altro dramma dell'emarginazione quello che si sta consumando in un alloggio popolare di via Montanara. Quell'alloggio è stato occupato abusivamente da una famiglia di siciliani. «E stavolta non ce ne andiamo, se vengono a prendermi mi do fuoco e mi butto dalla finestra».  Chi parla è Vincenzo, poco più di trent'anni, una moglie e tre figli di 3, 4 e 10 anni. E' originario della provincia di Trapani, fugge da una vita difficile e dai problemi giudiziari. A Cecina vive il fratello, anche lui con qualche guaio giudiziario. «Ero venuto a cercare lavoro e ci aveva ospitato mio suocero - dice Vincenzo - ma appena ho messo piede qui a Cecina mi hanno arrestato i carabinieri perché secondo loro non potevo vedermi con mio fratello, in quanto entrambi sotto sorveglianza. Mi sono fatto sei mesi e mezzo di carcere e ora sono libero ma mi trattano ancora come un delinquente».  Fino alla scorsa settimana lui e la sua famiglia abitavano in via Mascagni. Poi è arrivato lo sfratto esecutivo. Il proprietario, spiega Vincenzo, gli ha dato i dieci giorni. E così lui, la moglie e i figli si sono imbucati alla Ladronaia, in via Montanara. L'alloggio è al primo piano, davanti al supermercato Lidl e sopra al negozio di ricambi auto. Per entrare hanno forzato la serratura. Un'occupazione abusiva, insomma. Ieri mattina un funzionario del Comune e un vigile sono andati a spiegare a Vincenzo che devono andarsene anche da lì. «Mi hanno detto - interviene la moglie - che io e miei figli possiamo essere ospitati per qualche tempo in una casa comunità, ma a noi non sta bene».  «Io ho bisogno di lavorare e la mia famiglia ha bisogno di un tetto - riprende Vincenzo - Noi resteremo uniti e non ce ne andremo. Sono disposto a darmi fuoco, non ho più nulla da perdere».

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