Il dolore
Chiuso pozzo in via della Torre
Alessandra Bernardeschi
Acqua inquinata: s'indaga sullo smaltimento reflui
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VADA. Sono stati posti sigilli ad un pozzo in via della Torre a Vada la cui acqua, risultata inquinata, era utilizzata per approvvigionamento idrico potabile. L'ordinanza è stata emessa dal sindaco Alessandro Franchi dopo il risultato delle analisi compiute dall'Asl. Dai campioni di acqua prelevata dal pozzo è stata rilevata, come si legge nell'ordinanza numero 16 del 13 gennaio scorso, la presenza di "coliformi, escherichia coli, enterococchi, clostridium perfringens e pseudomonas aeruginosa". Ma non solo: durante alcune verifiche effettuate presso l'unità operativa edilizia privata «è emerso che numerose unità immobiliari risultano non in regola dal punto di vista edilizio e quindi già carenti di abitabilità e agibilità. Infine è stato rilevata una modalità di smaltimento dei reflui derivanti dallo svuotamento delle vasche di raccolta dei liquami difforme da quanto previsto dalla vigente normativa». Ma andiamo per ordine. «L'asl - spiega il sindaco Alessandro Franchi - è intervenuta dietro alcune segnalazioni. I tecnici hanno provveduto a prelevare alcuni campioni di acqua dal pozzo privato censito al catasto acque della Provincia di Livorno, in località Stradone della Torre a Vada. Dai risultati è apparso evidente un inquinamento delle acque del pozzo potenzialmente pericoloso, visti i parametri, per la salute dei consumatori. Da qui la necessità di sigillarlo». Durante le verifiche «è stato anche rilevato che gli impianti di smaltimento dei reflui derivanti dallo svuotamento delle vasche dei liquami è difforme da quanto previsto dalla normativa». Da tenere di conto che lo Stradone di Vada, dove in questi anni sono stati realizzati numerosi complessi residenziali anche frazionando cascinali già presenti, non è servito da rete fognaria. «Ma esistono - commenta Franchi - altri sistemi di smaltimento dei reflui permessi per legge». Infine nella nota dell'azienda Asl è stata richiesta l'emissione di un'ordinanza di sospensione dell'abitabilità delle unità immobiliari presenti ma «dalle verifiche effettuate - continua il sindaco - è emerso che numerose unità immobiliari risultano non in regola». Per il momento l'ordinanza vieta l'utilizzo dell'acqua del pozzo "per la salvaguardia della sicurezza della salute pubblica" fino ad "avvenuto riscontro, ad opera dei competenti organi di igiene e sanità, della conformità dei parametri di potabilità fissati dalla legge». Inoltre il proprietario d del terreno dovrà pensare al "totale svuotamento delle vasche di raccolta del liquame ed il relativo corretto smaltimento". «Per quanto riguarda le difformità edilizie - spiega infine Franchi - si apre tutto un altro percorso che richiede altri controlli e verifiche anche da parte della polizia municipale».
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