Il Tirreno

Daniela Boem critica sulla ristrutturazione dei servizi sanitari all’ospedale

Fials preoccupato per la riabilitazione

Daniela Boem (Fials)
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Daniela Boem (Fials)

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CECINA. Il Fials teme i tagli, più del potenziamento. Per questo il sindacato ha chiesto un incontro urgente con la direzione dell'Asl. «Nel contesto della ristrutturazione dei servizi sanitari all'ospedale di Cecina - dice Daniela Boem - evidenziamo ancora una volta come l'Asl parli di un potenziamento delle attività che si traduce nel taglio di quelle esistenti. Per la riabilitazione la direzione ha programmato l'apertura di 15 posti letto di riabilitazione intensiva per il recupero di disabilità importanti per le quali la Regione prevede 3 ore giornaliere di trattamento specifico. A ciò si aggiungono 12 posti letto per pazienti in fase post acute ai quali spettano 3 ore di attività riabilitativa sia individuale che di gruppo. Come si può seriamente attuare senza un incremento di personale della riabilitazione? Anzi la mancata sostituzione dei fisioterapisti andati in pensione o trasferiti o in maternità negli ultimi due anni ha ridotto drasticamente il loro numero».  «Se calcoliamo - prosegue Boem - che per garantire la riabilitazione nella fase acuta è necessario un impegno pari a 45 ore giornaliere ne consegue un coinvolgimento di circa 8 terapisti che attualmente sono impiegati a svolgere le attività ambulatoriali e mediamente trattano 50-60 utenti con problemi ortopedici e neurologici. Ancora una volta questa Asl delle "innovazioni" nasconde ai cittadini che in questo modo, inevitabilmente, si allungheranno le liste di attesa con evidenti danni soprattutto per quelle patologie come le fratture che richiedono per un migliore recupero un intervento riabilitativo tempestivo che la Regione indica necessario effettuare entro 7 o 15 giorni. A serio rischio inoltre le attività di mantenimenti, importantissime per i pazienti con disabilità conseguenti a patologie invalidanti stabilizzate e croniche, esempio paraplegici e parkinsoniani. Verrebbe a essere vanificata l'efficacia dello stesso intervento riabilitativo svolto nella fase di ricovero poiché mancheranno le risorse per garantire la continuità terapeutica ambulatoriale».  «Altrettanto sconcertante - conclude Boem - è constatare che nel bilancio preventivo 2011 si prevedono comunque oltre 3 milioni di euro di fughe per prestazioni riabilitative in altri istituti regionali. Al contempo l'Asl prevede di ridurre ulteriormente il costo del personale sanitario e tecnico di oltre 4 milioni. Una seria programmazione dovrebbe investire concretamente su risorse tecnologiche e professionali che verrebbero autofinanziate dalla riduzione dei debiti nei confronti dei privati o delle altre Asl».

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