Il Tirreno

La Provincia manda a casa gli psicologi

L'Udc accusa: «Nuova selezione senza riconoscere l'anzianità di servizio»

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 ROSIGNANO. A casa gli psicologi della Provincia dopo una nuova selezione. Un caso su cui pone i riflettori l'Udc per accusare il sistema utilizzato dalla giunta Kutufà. In una nota Luigi Coppola e Roberto Marini, coordinatore e presidente dell'Udc, accusano ironicamente: «Dopo tanti proclami, finalmente qualcosa di concreto nella lotta al precariato: la Provincia di Livorno ha risolto il problema degli piscologi assunti, in alcuni casi da oltre dieci anni, con contratti a termine per i suoi Centri per l'Impiego, licenziandoli. Senza ovviamente preavviso o indennità, semplicemente bandendo una selezione (per nuovi contratti a termine) senza poco o nulla riconoscere all'anzianità di servizio pregressa».  «Si dirà che la Provincia è un ente pubblico - fa notare l'Udc - al quale si accede per pubblico concorso; peccato però che gli psicologi precari abbiano lavorato per circa dieci anni a partita Iva per una società privata, la Provincia di Livorno Sviluppo s.r.l. e quindi, per quanto abbiano dovuto ogni anno passare selezioni di tipo concorsuale, non abbiano mai avuto nessun riconoscimento della qualifica di pubblici dipendenti».  Come forza di opposizione l' Udc si chiede: «E' possibile che il Pd convochi manifestazioni di piazza per la lotta al precariato e poi negli enti locali che amministra faccia un uso a dir poco disinvolto dei contratti a termine e utilizzi lavoratori, dipendenti di fatto ma formalmente liberi professionisti?». E ancora: «E' possibile che proprio per la selezione del personale qualificato da inserire nei Centri per l'Impiego e quindi nell'esercizio di un compito istituzionale fondamentale per la Provincia (uno dei pochi) si ricorra alla ridicola finzione di una ennesima società a partecipazione pubblica alla quale sono "esternalizzati" i lavoratori? E' possibile che le procedure concorsuali di rinnovo degli incarichi professionali non riconoscano, come sarebbe stato razionale, titoli preferenziali ai lavoratori che da dieci anni già lavorano nei Centri per l'Impiego?». Coppola e Marini denunciano «un uso strumentale dei contratti a termine e delle società partecipate, teso unicamente a eludere la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato proprio da parte di chi,come ente pubblico dovrebbe con più attenzione di qualsiasi altro datore di lavoro riconoscere i diriitti dei lavoratori». E chiudono:³Come partito di opposizione non possiamo che notare la "doppia verità " del Pd: fustigatore dello sfruttamento dei lavoratori nei propri comunicati e fiero sostenitore della logica capitalista più sfrenata quando (non) assume i lavoratori negli enti pubblici che amministra».

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