Finanza
Stangata Tia, cittadini in rivolta
Mario Moscadelli
◗
Da sinistra Giancarlo Martini Gioni Bianchi, Andrea Ulivieri e Antonino Cucchetti Sono alcuni dei cittadini che abbiamo intervistato sulla stangata-spazzatura In fila per ore all'ufficio di Rea per chiedere una rateizzazione
4 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Una parola che fa rima con spazzatura? Ve la diciamo noi: arrabbiatura. Perché è questa la parola giusta per sintetizzare l'umore di migliaia di cittadini cecinesi, in questi giorni alle prese con il pagamento della Tia, la tariffa d'igiene ambientale. Cittadini infuriati da bollettini con cifre importanti da pagare in una sola volta e a pochi giorni di distanza dall'arrivo a casa della fattura, relativa ai primi dieci mesi dell'anno scorso. E allora ecco che lo sportello al pubblico di Rea in via Boccaccio è stato preso d'assalto: persone in fila per chiedere chiarimenti, ma soprattutto per chiedere una rateizzazione dell'importo. È stato così anche ieri mattina: decine e decine di cittadini che dalle 9, armati di bollette e documenti vari, hanno preso il numero e si sono messi in coda con la speranza di uscire con l'espressione meno preoccupata. E la Rea, per tenere a bada un clima piuttosto infuocato, ha deciso di non interrompere il servizio per la pausa-pranzo, ma di andare avanti fino alle 17. Saggia decisione, visto che alcune persone avevano un diavolo per capello. La stangata. Ma perché tutta questa fila allo sportello? (è stato così, se non peggio, anche martedì). Ma soprattutto perché tanta rabbia? Colpa del sistema di tariffazione che i cecinesi dovranno subire nel 2011. Proviamo a sintetizzare. Rea nei primi giorni di gennaio ha spedito nelle case dei cittadini la fattura relativa ai primi dieci mesi del 2010. Una fattura da pagare in una sola volta, vale a dire con un solo bollettino con scadenza 11 gennaio 2011. Ecco perché, considerati i rincari intorno al 16%, l'importo da saldare è per molti salato. Tutto questo avrebbe un responsabile: il Comune di Cecina, che ha approvato soltanto lo scorso ottobre il nuovo piano tariffario 2010. «In netto ritardo sulle previsioni», ha dichiarato sul Tirreno di martedì Fabio Ghelardini, presidente di Rea. Questo ritardo ha innescato un sistema di tariffazione che di fatto, nel 2011, porterà i cittadini a pagare la Tia ben 4 volte. Tra marzo e aprile, infatti, dovrebbe arrivare la fattura per il saldo 2010. Poi, se l'amministrazione comunale farà il suo dovere, ecco i due bollettini con scadenza semestrale per il 2011. Insomma, un gran caos, dove a rimetterci sono gli utenti. Le proteste. La sedie della sala d'aspetto (troppo poche per un assalto del genere) dell'ufficio di Rea sono tutte occupate. Fuori, davanti alla porta, tanta gente che controlla il numero del proprio biglietto nell'attesa di essere ricevuta. Andrea Ulivieri, residente in via Borsi, ha il 7: dentro c'è addirittura il 18. «A me è arrivata a casa - dice Ulivieri - una bolletta da quasi 300 euro, tutta versata in un solo bollettino. Ma sono matti! La colpa di questa stangata è del Comune di Cecina che non ha fatto in tempo dovere e non è giusto che questo errore ricada sui cittadini». Ulivieri è lì per dilazionare il pagamento. Così come Sabrina Pantani, casalinga di Cecina. «Ci viene chiesto di pagare una cifra da capogiro - dice Pantani - in una sola volta. Io sono qui per controllare l'importo e per provare a rateizzarlo. Ma dovrebbe essere il Comune, responsabile della situazione, a farsi carico di questa richiesta». Sono lì per lo stesso motivo e hanno lo stesso pensiero anche Neva Signorini di Palazzi e Barbara Giannetti di Cecina: «Il Comune ci metta la faccia: ci sono dirigenti strapagati, che evidentemente non hanno saputo fare bene il loro mestiere. E a rimetterci non sono loro, ma noi utenti». Giancarlo Martini risiede a Poggibonsi, ma ha una casa di proprietà in via Pigafetta. La stangata Tia lo ha costretto a salire in macchina e venire di corsa a Cecina. «Non so cosa sia successo - dice Martini - ma spero che ci sia stato un errore. Non è possibile pagare una bolletta così alta in un'unica soluzione». Bollette salate. Ma anche bollette in qualche caso ritenute sbagliate: o perché con cifre troppo elevate o perché si ha il sospetto che il calcolo sia sbagliato. A Gioni Bianchi sono arrivate due fatture sotto la dicitura acconto 2010: una da 185 e un'altra da 214. «Spero che qualcuno abbia preso un abbaglio - dice Bianchi - perché io non ho mai pagato così tanto per la spazzatura». Sulla fattura che ha in mano Antonio Cucchetti (intestata a sua moglie) è scritto che l'importo si basa su quattro componenti familiari «ma non siamo in due, quindi devo pagare di meno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
