Lutto
Villaggio new age, una storia infinita
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La forestale al Pantano durante le indagini Nuovo maxi rinvio al processo per le casette nel bosco al Pantano
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LIVORNO. Si dilatano i tempi del processo per le cosiddette casette nel bosco, il villaggio new age in località Pantano a Riparbella. Cominciato e azzerato perché era cambiata la composizione del collegio giudicante, ieri il processo doveva ricominciare. Ma c'è stato subito un maxi rinvio al 5 ottobre. E meno male gli avvocati hanno acconsentito alla lettura dei verbali dei testimoni già escussi, altrimenti il processo sarebbe stato rinnovato del tutto. La vicenda è quella della Natural valley cominciata a realizzare da Stefano Stefanini, guru della Homo Sapiens e amministratore della connessa srl "A casa del re" (proprietaria del terreno e committente dei lavori). L'indagine fu innescata da un esposto presentato nel novembre 2007 dai Verdi. Al Pantano ci andarono gli uomini della forestale e la Procura concluse che quei boschi stavano subendo una trasformazione urbanistica in assenza di un piano di lottizzazione e dei permessi a costruire. Gli imputati sono rimasti sette (nel frattempo Stefanini è morto): Stefano Paolo Griselli e Carlo Pistolesi (amministratori di "A casa del re"); Luciana Orlandini (geometra comunale a Riparbella); Salvatore Antonio Morganelli, Matteo Martino, Marco Martino e Fabrizio Bianchi. Appello. Intanto Griselli e il geometra Bianchi hanno vinto il secondo round per una vicenda connessa, quella del ponte sul fiume Sterza. Condannati in primo grado rispettivamente a un mese e quattro mesi e mezzo per abuso edilizio e falso, il loro avvocato Enrico Marinai li ha fatti assolvere in appello.
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