La manifestazione
Bus, stangata sui biglietti
Rino Bucci
La corsa semplice passa a 1 euro: abbonamenti più 11%
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CECINA. Stravolgimenti in arrivo nella riorganizzazione del trasporto pubblico. Due gli elementi che interessano i cittadini: l'aumento della tariffe e la riduzione delle corse. Da settimane, gli assessori alla mobilità della provincia si ritrovano a palazzo Granducale per cercare di rendere meno pesanti i tagli che la finanziaria ha inflitto al trasporto. Rispetto agli anni passati mancano circa due milioni e mezzo di euro da distribuire alle aziende. La rotta da intraprendere non ancora chiara, anche perché i tagli sono stati pensanti e per stessa ammissione dell'assessore Gianluca Barbato «si naviga a vista». I biglietti. La mancanza di risorse ha imposto un aumento del prezzo dei tagliandi che non venivano ritoccati dal 2004. Ancora manca la delibera, ma i giochi sono praticamente fatti: per il tagliando urbano, in Bassa val di Cecina, l'adeguamento sarà di 15 centesimi. Si passa da 0,85 centesimi ad un euro. Più sostanziale la variazione di abbonamenti e biglietti extraurbani. «Le tariffe -spiega l'assessore provinciale ai trasporti Pieri Nocchi - le stiamo calcolando in questi giorni. La variazione del prezzo sarà intorno agli undici punti percentuali. Non sopra l'11,5 per cento». A risentire del ritocco - che dovrebbe entrare in vigore a febbraio -, quindi, saranno gli studenti ed i pendolari. Se ad oggi, per abbonamento mensile da Cecina a Rosignano Solvay (fascia da 10 a 20 chilometri) si spendono 37 euro, tra un mese calcolando che l'incremento sia del 10 per cento si dovranno versare 3 euro e 70 centesimi in più. Un euro e 20 centesimi invece sarà la spesa per il tagliando settimanale. Sulla corsa extraurbana, sempre calcolando una corso compresa tra i 10 e i 20 chilometri, la variazione sarà di 17 centesimi. Le corse. A causa dei tagli al trasporto pubblico, anche le corse saranno ridimensionate. Intanto, la convenzione con Atl è scaduta a fine dicembre e gli assessori ai trasporti dei Comuni della provincia hanno chiesto alle loro giunte di deliberare un atto di imposizione all'azienda. In questo modo è stato anche scongiurato il rischio dell'interruzione di pubblico servizio e il conseguente intervento del prefetto. Il tutto senza passare dalla gara pubblica necessaria per l'appalto. «L'atto vale fino alla fine di febbraio - spiega l'assessore Gianluca Barbato - quindi a quella data rimarrà tutto invariato. Nel comune di Cecina puntiamo a lasciare il servizio, per qualità e corse, invariato, in particolare quello urbano. Mentre le corse extraurbane potranno essere ridimensionate. Purtroppo, in questo momento navighiamo a vista perché ci sono poche notizie su come cambierà il ventaglio dei trasporti. Questa riforma ci è caduta addosso». Tra le ipotesi ventilate in questi giorni anche l'unificazione di tutte le aziende di trasporti in un unico ente regionale. «Proprio dal momento che la situazione è in evoluzione - continua Barbato - l'atto d'imposizione arriva fino a quella data. Quando scadrà valuteremo se deliberare un altro atto, o se procedere in modo differente».
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