Finanza
Parcheggi occupati da rottami
Simone Pardini
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Il parcheggio dei camion a Palazzi occupato da rifiuti di ogni genereI camionisti: «Non sappiamo più dove andare»
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CECINA. «Se continua così torneremo in piazza Aldo Moro». Riassume così il proprio disagio Andrea Barghigiani camionista di professione, parlando a nome di tutti i suoi colleghi. Ce lo hanno mostrato ieri pomeriggio, e la situazione non sembra migliorare nel tempo. I due parcheggi Adr (Accord Dangereuses Route) adibiti, per accordo dell'Unione Europea, alla sosta di mezzi pesanti contenenti merci pericolose sono ingombri di spazzatura e rottami: dalle auto sfasciate ai residui resinosi forse dei cantieri navali vicini. Era il 21 aprile 2008 quando il rimorchio di un camion fu incendiato in piazza Aldo Moro, nel centro del paese. Propagandosi velocemente le fiamme distrussero altri 2 mezzi affiancati. Da allora i camionisti sono obbligati a parcheggiare i propri mezzi nella zona industriale di San Pietro in Palazzi. Sono passati ormai quasi 3 anni da quella data ed oggi gli stessi autisti denunciano le condizioni di disagio nelle quali devono lavorare. I 2 parcheggi, l'uno in via dell'artigianato e l'altro in via dell'industria, sono effettivamente occupati in buona parte da rifiuti. Nel primo si trovano abbandonati 6 veicoli semidistrutti con tanto di multe per sosta vietata, fatte dalla polizia municipale e datate 30 dicembre 2010. Nel secondo sono invece riversati alcuni scheletri in vetroresina di imbarcazioni ormai distrutte. «Il problema - continua Barghigiani - sta nel fatto che questi cumuli di spazzatura ci impediscono di parcheggiare i nostri rimorchi nei parcheggi adibiti. Non c'è abbastanza spazio, per cui siamo costretti a ripiegare sulla strada; niente di insolito se non fosse che la segnaletica orizzontale, pur dovendo essere a misura di rimorchio è stata dipinta troppo piccola». I camion sono parcheggiati lungo i marciapiedi, ma rimangono al di fuori delle linee prestabilite: in caso di incidenti non sono quindi coperti dall'assicurazione e costituiscono un pericolo per la viabilità. «Inoltre - aggiunge ancora l'uomo - più volte abbiamo fatto richiesta al comune perché ci desse la possibilità di recintare il parcheggio a nostre spese; volevamo mettere una rete, qualche palo e una catena, niente di più, ma, di fatto, ciò non è mai accaduto, e noi ci ritroviamo in queste condizioni».
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