Il dolore
Terminal gas: il dibattito
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Turismo e commercio non bastano all'economia Il Partito socialista della Bassa Val di Cecina esprime perplessità sulla posizione assunta da alcune forze politiche che sono nella maggioranza locale, provinciale e regionale circa l'iter del Progetto Rosignano.
Vorremmo ricordare come questo progetto sia stato inserito non solo nel programma del sindaco di Rosignano, ma anche in quello del presidente della Provincia e della Regione: continuare con il gioco delle tre carte è irresponsabile ed immaturo soprattutto perché si gioca sulla pelle dei lavoratori. Anche noi socialisti, fin quando il progetto non ci verrà spiegato con esattezza nelle sue ricadute ambientali e occupazioni, non ci sbilanceremo sulla correttezza della sua realizzazione. Certamente se si tratterà solo del gassificatore, la nostra Provincia con l'Olt a Livorno ed il Gelsi a Piombino ha già abbondantemente dato il suo contributo all'approvvigionamento del gas non solo regionale, ma nazionale. Pertanto se non vi sarà attorno a questo un progetto industriale che coinvolgerà e svilupperà l'intero parco industriale, noi socialisti non potremmo essere d'accordo ad un affare meramente commerciale. La politica ha il dovere di scegliere. Oggi responsabilità politica significa chiedere quale sia il progetto definitivo per capirne le reali ricadute.
Smettendola di parlare in maniera propagandistica, cercando di fare contemporaneamente il ruolo del partito di governo e quello di opposizione, sulla pelle di chi lavora o di chi ha delle speranze di trovare lavoro. Sarà bene ricordare che l'industria a Rosignano è in forte crisi e collegata ad essa c'è il concreto rischio di una forte contrazione occupazionale. Serve un piano di re-industrializzazione per tutta la Bassa Val di Cecina che deve tenere in primaria considerazione le volontà dei soggetti interessati ad investire nel nostro territorio. Le forze politiche locali sanno bene che con turismo e commercio non si può garantire un'occupazione duratura ai nostri giovani.
Alessandro Bechini (Partito socialista) CONFESERCENTI & CO. Il rigassificatore farà perdere posti di lavoro Ritengo importante, prima di entrare nel tema all'ordine del giorno, inquadrare la situazione complessiva del nostro comune. Un comune che alcuni anni fa ha fatto una scelta strategica precisa con l'individuazione dello "Sviluppo multipolare" come fattore di crescita dell'economia e dell'occupazione del territorio. Tale scelta scaturiva da una valutazione complessiva dell'economia del territorio che dagli anni '80 in poi ha visto una progressiva riduzione della forza lavoro nell'industria Solvay. Il drastico ridimensionamento della forza lavoro nell'industria ha prodotto, negli anni, uno sviluppo alternativo nei settori dell'artigianato, dell'agricoltura, dei servizi, del commercio e più marcatamente del turismo. Tali modificazioni portarono, come conseguenza, ad individuare "Sviluppo multipolare" come quello che avrebbe potuto garantire economia ed occupazione. Se le premesse erano giuste, i passi seguenti non hanno portato comunque la nostra economia verso lo sviluppo multipolare, con l'aggravante che non esiste un piano industriale che porti al rilancio dell'industria ma esiste, a nostro avviso, solo una speculazione finanziaria sul territorio. Fatta questa premessa, perchè le categorie economiche della piccola e media impresa dicono no al rigassificatore? Diciamo un no convinto perchè la realizzazione del rigassificatore produrrebbe un impatto ambientale devastante su tutta la nostra economia. E allora come pensare ad uno sviluppo turistico di Rosignano Solvay? Siamo sicuri che oltre a distruggere il turismo e tutte le altre attività correlate, non si danneggi pesantemente anche l'economia di tutta la zona della Val di Cecina? Con tale impianto si cancellerebbe definitivamente la possibilità dello sviluppo turistico non solo a Rosignano Solvay, ma anche a Vada e Castiglioncello e sulle nostre colline. Che dire poi dei prodotti agricoli per i quali è necessario indicare il luogo di origine? Ed allora ci chiediamo quanti posti di lavoro perderemmo nei nostri comparti se dovesse essere realizzato tale impianto?
Paolo Biasci (per Confesercenti, Confcommercio, Coldiretti, Cia, Federalberghi Confartigianato)
Vorremmo ricordare come questo progetto sia stato inserito non solo nel programma del sindaco di Rosignano, ma anche in quello del presidente della Provincia e della Regione: continuare con il gioco delle tre carte è irresponsabile ed immaturo soprattutto perché si gioca sulla pelle dei lavoratori. Anche noi socialisti, fin quando il progetto non ci verrà spiegato con esattezza nelle sue ricadute ambientali e occupazioni, non ci sbilanceremo sulla correttezza della sua realizzazione. Certamente se si tratterà solo del gassificatore, la nostra Provincia con l'Olt a Livorno ed il Gelsi a Piombino ha già abbondantemente dato il suo contributo all'approvvigionamento del gas non solo regionale, ma nazionale. Pertanto se non vi sarà attorno a questo un progetto industriale che coinvolgerà e svilupperà l'intero parco industriale, noi socialisti non potremmo essere d'accordo ad un affare meramente commerciale. La politica ha il dovere di scegliere. Oggi responsabilità politica significa chiedere quale sia il progetto definitivo per capirne le reali ricadute.
Smettendola di parlare in maniera propagandistica, cercando di fare contemporaneamente il ruolo del partito di governo e quello di opposizione, sulla pelle di chi lavora o di chi ha delle speranze di trovare lavoro. Sarà bene ricordare che l'industria a Rosignano è in forte crisi e collegata ad essa c'è il concreto rischio di una forte contrazione occupazionale. Serve un piano di re-industrializzazione per tutta la Bassa Val di Cecina che deve tenere in primaria considerazione le volontà dei soggetti interessati ad investire nel nostro territorio. Le forze politiche locali sanno bene che con turismo e commercio non si può garantire un'occupazione duratura ai nostri giovani.
Alessandro Bechini (Partito socialista) CONFESERCENTI & CO. Il rigassificatore farà perdere posti di lavoro Ritengo importante, prima di entrare nel tema all'ordine del giorno, inquadrare la situazione complessiva del nostro comune. Un comune che alcuni anni fa ha fatto una scelta strategica precisa con l'individuazione dello "Sviluppo multipolare" come fattore di crescita dell'economia e dell'occupazione del territorio. Tale scelta scaturiva da una valutazione complessiva dell'economia del territorio che dagli anni '80 in poi ha visto una progressiva riduzione della forza lavoro nell'industria Solvay. Il drastico ridimensionamento della forza lavoro nell'industria ha prodotto, negli anni, uno sviluppo alternativo nei settori dell'artigianato, dell'agricoltura, dei servizi, del commercio e più marcatamente del turismo. Tali modificazioni portarono, come conseguenza, ad individuare "Sviluppo multipolare" come quello che avrebbe potuto garantire economia ed occupazione. Se le premesse erano giuste, i passi seguenti non hanno portato comunque la nostra economia verso lo sviluppo multipolare, con l'aggravante che non esiste un piano industriale che porti al rilancio dell'industria ma esiste, a nostro avviso, solo una speculazione finanziaria sul territorio. Fatta questa premessa, perchè le categorie economiche della piccola e media impresa dicono no al rigassificatore? Diciamo un no convinto perchè la realizzazione del rigassificatore produrrebbe un impatto ambientale devastante su tutta la nostra economia. E allora come pensare ad uno sviluppo turistico di Rosignano Solvay? Siamo sicuri che oltre a distruggere il turismo e tutte le altre attività correlate, non si danneggi pesantemente anche l'economia di tutta la zona della Val di Cecina? Con tale impianto si cancellerebbe definitivamente la possibilità dello sviluppo turistico non solo a Rosignano Solvay, ma anche a Vada e Castiglioncello e sulle nostre colline. Che dire poi dei prodotti agricoli per i quali è necessario indicare il luogo di origine? Ed allora ci chiediamo quanti posti di lavoro perderemmo nei nostri comparti se dovesse essere realizzato tale impianto?
Paolo Biasci (per Confesercenti, Confcommercio, Coldiretti, Cia, Federalberghi Confartigianato)
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