Sicurezza
Si sciolgono i consigli di frazione
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Un seggio delle ultime elezioni dei consigli di frazione2 MINUTI DI LETTURA
Dopo 16 anni di attività finisce l'esperienza dei consigli di frazione. Un'esperienza importante, capace di dare input e suggerimenti all'amministrazione comunale. Insomma, un punto di riferimento prezioso per un comune così esteso come quello di Rosignano. È stato così a lungo, ma soprattutto nell'ultimo anno si è assistito più a battaglie politiche con la giunta (causata in particolare dalla divisione Pd-Rds) che a confronti costruttivi. E allora ecco i continui malumori dei Cdf delle colline e lo scioglimento anticipato di quello di Solvay. Ma ora è arrivato il messaggio di "game over": con il 31 dicembre sono decadute tutte le cariche e di fatto i Cdf non ha più nessun potere.
Tuttavia, lo stesso sindaco Franchi ritiene importante proseguire in questa esperienza, ma con delle profondo modifiche. Come conferma Michele Bianchi, presidente della commissione consiliare che ha già steso una prima bozza sul nuovo Regolamento di partecipazione che riguarda anche il destino dei cdf (se ci sarà). Bozza che sarà sottoposta all'esame dei cittadini delle sette frazioni. «Il nostro intento, condiviso da tutte le forze politiche - dice Bianchi - è quello di ridare una forma nuova e indirizzo a quelli che erano i consigli di frazioni. Una specie di assemblee di frazione, dove un coordinamento interno avrà il compito di coinvolgere nelle discussioni e nelle decisioni il maggior numero possibile di cittadini». Dunque, stop al sistema elettivo. «Una volta eletti il presidente e i consiglieri, i cittadini delegavano a questi soggetti il rapporto con l'amministrazione comunale. Oggi il concetto di partecipazione è cambiato, anche negli strumenti». E in attesa di maggiori dettagli sulla possibile riorganizzazione di questi organismi, c'è chi guarda avanti in proprio. È il caso del consiglio di frazione di Vada. «Il prossimo 14 gennaio al centro civico - dice Umberto Vannucci, ex presidente del Cdf vadese - ci sarà una riunione per far nascere il coordinamento di frazione. Un comitato popolare aperto a tutti».
Tuttavia, lo stesso sindaco Franchi ritiene importante proseguire in questa esperienza, ma con delle profondo modifiche. Come conferma Michele Bianchi, presidente della commissione consiliare che ha già steso una prima bozza sul nuovo Regolamento di partecipazione che riguarda anche il destino dei cdf (se ci sarà). Bozza che sarà sottoposta all'esame dei cittadini delle sette frazioni. «Il nostro intento, condiviso da tutte le forze politiche - dice Bianchi - è quello di ridare una forma nuova e indirizzo a quelli che erano i consigli di frazioni. Una specie di assemblee di frazione, dove un coordinamento interno avrà il compito di coinvolgere nelle discussioni e nelle decisioni il maggior numero possibile di cittadini». Dunque, stop al sistema elettivo. «Una volta eletti il presidente e i consiglieri, i cittadini delegavano a questi soggetti il rapporto con l'amministrazione comunale. Oggi il concetto di partecipazione è cambiato, anche negli strumenti». E in attesa di maggiori dettagli sulla possibile riorganizzazione di questi organismi, c'è chi guarda avanti in proprio. È il caso del consiglio di frazione di Vada. «Il prossimo 14 gennaio al centro civico - dice Umberto Vannucci, ex presidente del Cdf vadese - ci sarà una riunione per far nascere il coordinamento di frazione. Un comitato popolare aperto a tutti».
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