La protesta
Scapigliato, servono 36 milioni di euro per avere un futuro
Mario Moscadelli
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Un lotto della discarica di Scapigliato in esercizio 2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Trentesei milioni di euro. A tanto ammonta l'investimento per garantire un futuro a Scapigliato. La cifra, enorme, è racchiusa nella delibera di giunta con cui si è approvato lo studio di fattibilità dell'ingegner Giovanni Battistini. Uno studio mirato al potenziamento e all'ammodernamento della discarica, che se vuole guardare avanti non più fare affidamento su quanto finisce in "buca" perché i lotti stanno per esaurirsi. E allora ecco questo studio che fissa le opere da compiere se si vuole allungare la vita alla discarica, che rappresenta ancora un discreto guadagno per il Comune. In sostanza tutta ruota intorno alla realizzazione di un impianto di digestione anaerobica. Impianto a cui sono collegate due linee: una per la produzione del compost di qualità per una potenzialità di circa 42mila tonnellate annue e un'altra dedicata alla stabilizzazione della frazione umida proveniente dall'impianto di selezione meccanica con potenzialità di circa 23mila tonnellate annue. Con questa seconda linea, ad esempio, si andrebbero a recuperare quasi tutte le tonnellate di sottovaglie che oggi finiscono in discarica. L'impianto, inoltre, permetterebbe di aumentare la produzione di biogas e dunque di energia elettrica. «È un progetto decisamente ambizioso - spiega Daniele Donati, assessore all'ambiente - che potrà essere realizzato attraverso un project financing. Tuttavia, allo studio è accompagnato un piano industriale della durata di 20 anni. Piano che dimostra l'ammortamento della spesa e anche un margine di ricavo. Inoltre, il progetto ha già avuto un primo stanziamento da parte di Ato per 800mila euro». Progetto ambizioso, costoso, ma per Donati indispensabile se si vuole ancora puntare su Scapigliato. «Questo intervento - continua l'assessore - darebbe una risposta davvero importante e a lungo termine per il trattamento dell'organico, del verde, degli sfalci e delle potature e del sottovaglio dell'impianto di selezione. È un intervento necessario, inoltre, se vogliamo evitare che i costi per la raccolta differenziata diventino insostenibili». Insomma, la strategia per ammodernare e potenziare Scapigliato è stata individuata. E adesso? «Prima di muovere passi concreti - dice Donati - ci sono da capire due cose: il destino di Ato e l'affidamento della gestione degli impianti».
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