Sicurezza
Referendum, Franchi fissa le condizioni
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Il pontile Solvada: il sindaco non esclude il referendum3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Non lo esclude il referendum. Ma Alessandro Franchi, rispondendo attraverso il Tirreno ai numerosi interventi politici degli ultimi giorni, fissa dei paletti. «Nel programma di mandato amministrativo presentato a sostegno della mia candidatura e sottoscritto dal Pd, Idv e Psi - attacca Franchi - si prevedeva chiaramente il rilancio industriale del territorio come un tassello fondamentale, seppur non esclusivo, per un solido sviluppo economico e sociale del nostro Comune». Partecipazione. «Ad oggi - prosegue Franchi - visti i due pareri tecnici favorevoli siamo nella condizione di poter ipotizzare per il progetto in questione un percorso di informazione e partecipazione dell'intera popolazione di Rosignano. Tale iter, tutto da definire, dovrà essere di natura istituzionale e vedere l'amministrazione in posizione di terzietà, per garantire un processo informativo il più capillare e oggettivo possibile, per aiutare i cittadini a conoscere e a farsi una opinione propria». Franchi entra nel merito del processo di partecipazione. «La nostra intenzione è quella di affidarci a soggetti esterni all'ente, esperti sia in quanto alla costruzione di percorsi partecipativi, sia in quanto a competenze tecniche necessarie per entrare nel merito dello specifico investimento e per poi darne compiuta e chiara comunicazione». L'analisi della Via. Nel frattempo «gli uffici comunali competenti stanno effettuando l'istruttoria tecnica rispetto al decreto di Via. Sono cioè impegnati nell'esplicitare le prescrizioni tecniche formulate dal ministero dell'Ambiente, per renderle il più comprensibili possibile per la popolazione». Fuori i piani industriali. «Non abbiamo firmato né firmeremo cambiali in bianco a nessuno. Anzi, oltre alle dovute e necessarie garanzie sulla sicurezza industriale degli impianti e sulla compatibilità ambientale, vogliamo avere la certezza che con il progetto in questione, tra le altre cose, si potrà ridurre il rischio industriale in particolare per l'abitato di Vada, si potranno liberare le aree costiere di San Gaetano da insediamenti industriali e potrà essere realmente consolidata la linea produttiva dell'etilene che oggi impiega oltre 300 lavoratori. Ribadisco ancora una volta la necessità di conoscere dalle multinazionali presenti a Rosignano il piano occupazionale e il piano industriale che stanno dietro al Progetto, strumenti anch'essi fondamentali per il percorso di partecipazione». Edison faccia chiarezza. «Così come sarà determinante capire in maniera esplicita se Edison è ancora intenzionata e disponibile all'investimento. La necessità di chiarezza rispetto a quest'ultima condizione nasce dalle molte prescrizioni richieste dal Ministero e dalla Regione e dal fatto che il progetto è stato pensato parecchi anni fa: gli stessi rappresentanti degli industriali ci dicono che l'attuale crisi economica ha profondamente cambiato gli indicatori del mercato del gas». Referendum: perché no? «Voglio ribadire che l'amministrazione darà il proprio parere definitivo al progetto solo alla fine del percorso di informazione e partecipazione. Non ho mai espresso contrarietà ad una eventuale ipotesi di consultazione dei cittadini, vista però come tappa finale di un percorso condotto nei termini di garanzia e istituzionalità già precisati».
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