Il Tirreno

«Possibile che nessuno veda?»

Scritte sul muro di una scuola e, a fianco, Franco Rindi
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Scritte sul muro di una scuola e, a fianco, Franco Rindi

Rindi: riaprire il traffico di notte nelle aree pedonali

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CECINA. Cresce l'indignazione fra i cittadini per i ripetuti atti vandalici.  Sui recenti fatti intervengono Franco Rindi, «storico» commerciante del centro, titolare di Satoma e Simone Modesti della Lega Nord.  «Nessuno vede, nessuno sente, nessuno allerta le forze dell'ordine. Cecina, dopo l'orario di chiusura dei negozi, diviene una città fantasma, una necropoli», scrve Rindi. «Si possono commettere impunemente reati, danneggiamenti dal momento che nessuno transita per le vie del centro. Questa situazione non si è mai verificata nella Cecina di qualche anno fa che viveva fino all'alba. Il parroco parla di disagio dei giovani. Forse perché hanno tutto, troppo e tutto con grande facilità. Forse perché sanno che anche se dovessero finire di fronte alla giustizia non sarebbero soggetti a pene gravose: bonariamente redarguiti e rimandati a casa loro».  E aggiunge: «Utilissime le telecamere sperando che, una volta installate, qualcuno tenga d'occhio i monitor. Ma in attesa di quest'ultime che se verranno poste lo saranno chissà quando, il problema si potrebbe affrontare e risolvere semplicemente restituendo al transito, nelle ore notturne, quei tratti di strada oggi "off limits". La possibilità, anzi la certezza che qualcuno veda, è in assoluto il miglior deterrente alla delinquenza».  Fa alcune proposte, dopo l'escalation di teppismo, anche il segretario provinciale della Lega Modesti. «Benissimo la videosorveglianza - scrive - alla quale però dovremmo aggiungere altre misure quali la creazione di un presidio estivo a Marina di forze dell'ordine, come c'è già in altri comuni limitrofi. Inoltre sarebbe auspicabile stipulare una convezione con qualche istituto di vigilanza per un ampliamento dei controlli. Potrebbero anche essere creati servizi di pattuglie miste tra le varie forze dell'ordine in modo da attuare quel coordinamento di cui tanto si parla. Sarebbe altresì auspicabile proporre l'ampliamento dell'attuale caserma dei carabinieri utilizzando magari l'edificio accanto ex camera di commercio, aumentando l'organico del personale e creando possibilmente un comando autonomo». E conclude: «Inoltre attuare il servizio di vigile di quartiere tanto decantato ma di fatto mai messo in pratica, perché tale servizio presuppone la presenza fissa di un operatore di vigilanza in un determinato quartiere e non una presenza sporadica che di fatto non porta nessun cambiamento. A ciò aggiungerei la riproposizione per le prossime estati di un presidio estivo di ambulanze e di protezione civile antincendio a marina».

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